Nozza da incubo in Toscana per una coppia AustralianaNozza da incubo in Toscana per una coppia Australiana

Una coppia australiana ottiene un risarcimento da 19mila euro dopo una giornata segnata da errori e disservizi

Avevano scelto la Toscana per coronare il loro sogno d’amore, immaginando una cerimonia perfetta tra le colline senesi. Quello che doveva essere uno dei giorni più belli della loro vita si è però trasformato in una lunga sequenza di problemi, contrattempi e situazioni surreali.

A distanza di quasi tre anni dai fatti, il Tribunale di Grosseto ha dato ragione a una coppia australiana, condannando la società incaricata dell’organizzazione delle nozze a versare un risarcimento di circa 19mila euro tra danni e spese legali.

Oltre 25mila euro spesi per il matrimonio perfetto

I due sposi avevano deciso di celebrare il matrimonio nell’estate del 2022 in un suggestivo borgo della provincia di Siena, affidando l’intera organizzazione a una società specializzata.

Location, catering, allestimenti floreali, servizio fotografico, video, auto nuziale, bomboniere e perfino riprese con drone: nulla era stato lasciato al caso.

Per realizzare il progetto erano stati versati oltre 25mila euro, ma la realtà si sarebbe rivelata molto diversa dalle aspettative.

L’auto degli sposi non partiva

Tra gli episodi più singolari emersi durante il processo c’è quello legato all’automobile noleggiata per la cerimonia.

Secondo quanto ricostruito in aula, il veicolo avrebbe manifestato problemi fin dall’inizio della giornata, al punto da dover essere avviato a spinta in più occasioni.

Una scena decisamente lontana dall’immagine romantica che gli sposi avevano immaginato per il loro arrivo.

Bouquet, decorazioni e nomi sbagliati

Le contestazioni non si sono fermate all’auto.

La coppia ha lamentato che il bouquet della sposa, la coroncina e l’intero allestimento floreale non fossero stati realizzati a regola d’arte e che fossero stati utilizzati fiori non freschi.

Come se non bastasse, nel libretto della cerimonia sarebbero comparsi addirittura nomi errati degli sposi, un errore che ha contribuito ad aumentare il malcontento durante una giornata già complicata.

Lo sposo costretto a bere dalla bottiglia

I problemi si sarebbero moltiplicati durante l’aperitivo.

Secondo quanto emerso nel procedimento, nella zona dedicata alle bevande mancavano i bicchieri e il personale del catering sarebbe stato assente per lunghi periodi.

Una situazione che avrebbe costretto addirittura lo sposo a bere l’acqua direttamente dalla bottiglia davanti agli invitati.

Tra le altre contestazioni figurano anche alcuni biscotti australiani consegnati dagli sposi per essere distribuiti agli ospiti e mai serviti durante il ricevimento.

La torta non bastava per tutti

Nemmeno il momento del taglio della torta sarebbe stato all’altezza delle aspettative.

Secondo la ricostruzione riportata in tribunale, il dolce sarebbe risultato troppo piccolo rispetto al numero degli invitati presenti, tanto che diversi ospiti non avrebbero avuto la possibilità di assaggiarlo.

Inoltre i ritardi accumulati nel corso della giornata avrebbero compromesso anche il servizio fotografico e video, facendo perdere alcuni dei momenti più attesi della festa, compresi balli e danze.

L’episodio che ha sconvolto la serata

L’evento più grave della giornata sarebbe però avvenuto durante il ricevimento.

Una donna incinta di sei mesi, amica degli sposi, sarebbe caduta in piscina insieme ad altri invitati a causa di una intercapedine non adeguatamente segnalata.

La futura mamma, preoccupata per le conseguenze della caduta, è stata costretta a recarsi al pronto soccorso per accertamenti.

La situazione ha inevitabilmente sconvolto anche gli sposi, che hanno lasciato temporaneamente il ricevimento per verificare le condizioni dell’amica.

La decisione del tribunale

Esaminando l’intera vicenda, il Tribunale di Grosseto ha riconosciuto una serie di inadempienze da parte della società organizzatrice.

Non tutte le richieste avanzate dalla coppia sono state accolte, ma il giudice ha comunque ritenuto fondate diverse contestazioni, stabilendo un risarcimento complessivo di circa 19mila euro.

Una sentenza che chiude una vicenda iniziata come una favola tra le colline toscane e finita invece in tribunale.

Per gli sposi australiani resterà il ricordo di un matrimonio che avrebbe dovuto essere indimenticabile per motivi ben diversi da quelli che, alla fine, lo hanno reso famoso.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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