Il maestro ricordato al Festival di Sanremo
La prima serata del Festival di Sanremo si è tinta di emozione con l’omaggio a Peppe Vessicchio, la bacchetta più amata dell’Ariston. Un tributo sentito, nel primo Festival senza il maestro, scomparso lo scorso novembre, che ha lasciato un segno profondo nella storia della kermesse.
Ma poche ore dopo, nello studio de La Volta Buona, è emerso un retroscena finora inedito che ha reso la serata ancora più carica di significato.
Il retroscena sulla conduzione rifiutata
A raccontarlo è stata la figlia Alessia Vessicchio, che ha svelato come al padre fosse stata proposta la conduzione di una serata del Festival insieme a Claudio Baglioni, Claudio Bisio e Virginia Raffaele.
Un’occasione prestigiosa, che però il maestro avrebbe scelto di declinare.
«Mio padre era un uomo saggio e ha capito che dire di no era la scelta giusta».
Parole che restituiscono l’immagine di un artista consapevole, lontano dalle dinamiche dell’esposizione a tutti i costi, fedele a una propria idea di ruolo e misura.
La commozione in studio e il grazie a Caterina Balivo
Il ricordo si è fatto ancora più intimo quando Alessia ha parlato del primo Sanremo senza il padre:
«In questi giorni ho ricevuto tanto amore, da tutti».
Poi, visibilmente emozionata, si è rivolta alla conduttrice Caterina Balivo:
«Ci sono persone che hanno lavorato con lui che non mi hanno dato l’affetto che mi hai dato tu. Sei una grande ragazza, molto sensibile ed empatica».
Parole che hanno colpito la Balivo, apparsa profondamente commossa fino alle lacrime.
Le polemiche sull’omaggio e l’assenza all’Ariston
Non sono mancate, tuttavia, le ombre. Alessia Grieco, cresciuta come figlia da Vessicchio, ha raccontato di non aver ricevuto alcun invito ufficiale per presenziare all’omaggio andato in scena all’Ariston.
Una scelta che ha alimentato qualche perplessità, soprattutto considerando il ruolo centrale che il maestro ha avuto per anni sul palco del Festival.
Il Teatro Vessicchio a Cardito: un’eredità concreta
Se l’omaggio televisivo ha acceso il dibattito, c’è però un segno tangibile destinato a durare nel tempo: il nuovo Teatro comunale di Cardito, in provincia di Napoli, intitolato a Peppe Vessicchio.
Lo spazio, realizzato con un finanziamento di quattro milioni di euro della Città Metropolitana di Napoli, nasce come luogo di cultura, formazione e inclusione in un territorio segnato da forte disagio sociale.
«Mio padre si è sempre sentito il ragazzo di Pianura, un ragazzo del popolo che grazie alla cultura ha avuto la sua opportunità», ha spiegato Alessia.
Il sindaco metropolitano Gaetano Manfredi ha definito il teatro «un seme di cultura, legalità e bellezza», sottolineando come la struttura rappresenti un’alternativa concreta per i giovani.
Il teatro è stato inoltre messo a disposizione per consentire la prosecuzione delle attività del Teatro Sannazaro, colpito da un incendio lo scorso 17 febbraio.
Un’eredità che va oltre il Festival
Tra tributi televisivi, retroscena personali e progetti culturali, il nome di Peppe Vessicchio continua a vivere ben oltre le luci dell’Ariston.
E forse, al di là delle polemiche, la sua lezione più grande resta proprio quella raccontata dalla figlia: sapere quando dire no, custodendo la propria identità con discrezione e dignità.

