Roberta Bruzzone e Giuseppe BrindisiRoberta Bruzzone e Giuseppe Brindisi

Discussione infuocata sul caso Garlasco a Quarto Grado, Nuzzi costretto a intervenire

La puntata di venerdì 16 gennaio di Quarto Grado, il programma di approfondimento condotto da Gianluigi Nuzzi su Rete Quattro, si è trasformata in una delle più tese e controverse della stagione. Al centro del confronto, ancora una volta, il caso Garlasco e l’ultima consulenza tecnica sulla cartella contenente file pornografici che Chiara Poggi avrebbe scoperto sul computer di Alberto Stasi.

Un dibattito che, nel giro di pochi minuti, è degenerato in uno scontro personale durissimo tra la criminologa Roberta Bruzzone e alcuni ospiti in studio, costringendo il conduttore a intervenire per riportare l’ordine.


Il confronto sulla perizia e l’interruzione di Bruzzone

Durante l’analisi della nuova perizia informatica, Bruzzone stava argomentando sul valore probatorio dell’accesso alle cartelle del pc di Stasi quando è stata ripetutamente interrotta da Giuseppe Brindisi, conduttore di Zona Bianca, presente come opinionista.

L’interruzione ha innescato una reazione immediata della criminologa, che ha definito l’atteggiamento di Brindisi «allucinante», accusandolo di intervenire con «argomentazioni farneticanti» e di non consentire un confronto basato sui fatti.


Le parole di Brindisi e l’escalation verbale

La replica di Brindisi ha segnato un punto di rottura nel dibattito. L’opinionista ha dichiarato di non voler accettare «falsità» e ha rivolto a Bruzzone un’accusa pesantissima, sostenendo che avrebbe «un rapporto col sesso sbagliato e contorto».

Un’espressione che ha immediatamente acceso lo scontro, spostando il confronto dal piano tecnico a quello personale, con evidenti momenti di imbarazzo in studio.


Il battibecco con l’avvocato Gallo: “Ma chi se ne frega”

La tensione non si è esaurita con Brindisi. Nel corso della puntata di Quarto Grado, Roberta Bruzzone ha avuto un violento scambio anche con l’avvocato Fabrizio Gallo, collegato in diretta.

Gallo ha parlato sopra la criminologa, liquidando il suo intervento con un brusco: «Ma chi se ne frega». La risposta di Bruzzone è stata immediata e durissima:
«Gallo, calmati! Rilassati. Gradirei finire un concetto. Che poi lei non sia in grado di comprenderlo è un altro paio di maniche».

La scena si è conclusa con una battuta sarcastica della criminologa, che ha chiesto ironicamente «dei tranquillanti per gli opinionisti in studio».


L’intervento di Nuzzi e lo stop per la pubblicità

Di fronte all’escalation verbale, Gianluigi Nuzzi è stato costretto a intervenire, censurando i toni utilizzati e interrompendo il dibattito per lanciare la pubblicità. Un segnale chiaro di quanto il confronto avesse ormai superato i limiti di un dibattito televisivo accettabile.


La reazione di Selvaggia Lucarelli sui social

Lo scontro non si è fermato allo studio televisivo. Su Instagram, Selvaggia Lucarelli ha duramente criticato l’atteggiamento di Giuseppe Brindisi, pubblicando il video del confronto e commentando senza mezzi termini.

«Questo è il livello a cui è arrivato Giuseppe Brindisi», ha scritto Lucarelli, aggiungendo che con la vicenda Garlasco il giornalista avrebbe «perso lucidità». Particolarmente contestata l’espressione rivolta a Bruzzone sul presunto «rapporto col sesso sbagliato e contorto», definita inaccettabile nei confronti di una professionista.

Lucarelli ha poi rincarato la dose, accusando Brindisi di apparire «come un parente stretto di Stasi» e ricordando un altro passaggio controverso della puntata, in cui ha invitato un ospite a «pagare un extracomunitario perché gli spari», sollevando ulteriori polemiche anche sul linguaggio utilizzato.


Un dibattito che divide e accende il caso Garlasco

La puntata di Quarto Grado si chiude così lasciando dietro di sé strascichi polemici, rilanciati sui social e destinati a far discutere ancora. Il caso Garlasco, a distanza di anni, continua non solo a dividere l’opinione pubblica, ma anche a trasformarsi in un terreno di scontro acceso, dove il confine tra analisi giornalistica e tensione personale appare sempre più sottile.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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