Tony BoyTony Boy

La gip ha convalidato l’arresto del trapper e disposto una misura meno grave nella casa dei genitori a Padova: decisiva la valutazione sul contesto familiare. Resta la misura cautelare per la pistola

«Speriamo di vederlo uscire oggi». Erano arrivati davanti a San Vittore con quella speranza due fan di appena 14 anni. E alla fine Tony Boy ha davvero lasciato il carcere, anche se non è tornato libero: il 26enne, all’anagrafe Antonio Hueber, sconterà i domiciliari nella casa dei genitori a Padova.

La gip Chiara Valori ha convalidato l’arresto e disposto una misura cautelare meno afflittiva, ritenendo il contesto familiare «maggiormente protetto e controllato». Davanti al giudice, il trapper ha spiegato la sua versione sulla pistola acquistata tramite Telegram e sulla droga trovata tra casa e automobile.

La pistola comprata su Telegram dopo il furto in casa

Nel corso dell’interrogatorio, Tony Boy ha raccontato di avere acquistato l’arma perché, dopo un furto subito nella propria abitazione, avrebbe iniziato a sentirsi meno al sicuro.

«La pistola l’ho trovata in un gruppo Telegram», avrebbe spiegato il 26enne, aggiungendo di avere acquistato attraverso lo stesso canale anche la ketamina.

Il trapper ha precisato di non avere mai utilizzato la pistola. Quanto alle munizioni, erano complessivamente 48: quelle calibro 6.35 sarebbero state acquistate insieme all’arma, mentre le altre, secondo la sua versione, sarebbero servite per un video musicale poi mai pubblicato.

Per la gip resta il pericolo legato all’arma

La spiegazione fornita dal 26enne non ha però fatto venir meno le esigenze cautelari relative alla pistola.

La gip ha sottolineato, nel provvedimento, che il fatto che Tony Boy sia incensurato non elimina il rischio connesso alla disponibilità dell’arma. Secondo la valutazione del giudice, il trapper sarebbe infatti in contatto con ambienti nei quali sarebbe possibile procurarsi un’arma clandestina.

Per questo motivo la misura cautelare resta in vigore, seppure non nella forma più grave richiesta dalla Procura.

Cocaina, hashish e marijuana: escluso per ora lo spaccio

Diversa è stata la valutazione per quanto riguarda gli stupefacenti.

Tra l’automobile e l’abitazione sarebbero stati trovati circa 4 grammi di cocaina, 8 grammi di hashish e quasi un grammo di marijuana.

Tony Boy ha sostenuto che la droga fosse destinata esclusivamente al proprio consumo e di non averla mai ceduta o venduta ad altre persone.

Anche il bilancino rinvenuto in casa, secondo la sua ricostruzione, sarebbe stato utilizzato per pesare le proprie dosi e limitarne l’assunzione.

La gip ha ritenuto che gli elementi raccolti non fossero sufficienti per applicare una misura cautelare con riferimento all’ipotesi di spaccio.

«Mi serve per reggere i ritmi della vita notturna»

Nel raccontare il proprio rapporto con le sostanze, il trapper ha ammesso di farne uso da quando era adolescente e di considerarle ormai parte della propria vita.

Ha spiegato inoltre che il consumo sarebbe legato anche alla necessità di sostenere i ritmi della sua attività professionale e della vita notturna.

Resta naturalmente agli atti dell’inchiesta la posizione dell’accusa, mentre la decisione sulla misura cautelare distingue il capitolo relativo agli stupefacenti da quello riguardante l’arma.

I concerti già fissati: potrà lavorare?

La scarcerazione non significa che Tony Boy possa tornare immediatamente alla normale attività professionale.

Il trapper ha infatti concerti già programmati nelle prossime settimane, ma la misura domiciliare impone precise limitazioni.

La gip ha lasciato aperta la possibilità di valutare eventuali autorizzazioni per consentirgli di rispettare gli impegni lavorativi, ma soltanto sulla base di specifiche richieste che dovranno essere presentate dalla difesa.

Fuori da San Vittore i due fan aspettavano proprio questa notizia

E mentre all’interno del carcere si decideva la sua sorte giudiziaria, davanti a San Vittore due giovanissimi fan aspettavano.

Avevano appena 14 anni e speravano di vedere uscire il loro idolo. Prima della decisione avevano anche commentato la vicenda con parole che raccontano il loro punto di vista: dispiacere per quanto accaduto e la speranza che il trapper possa imparare dall’errore.

«Ci spiace molto, speriamo che da questo sbaglio lui possa imparare, anche perché ha una bambina», avevano detto.

Poche ore dopo, Tony Boy ha effettivamente lasciato il carcere. Non è tornato libero, ma ha lasciato San Vittore per trasferirsi ai domiciliari nella casa dei genitori a Padova.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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