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Francesco Morini, addio all’incubo dei centravanti: i trionfi con la Juve, l’aneddoto sul soprannome Morgan

Morini

Un angelo biondo ma solo lontano dal rettangolo verde. In campo Francesco Morini non faceva sconti e lo sanno benissimo Riva e Boninsegna, centravanti che hanno fatto la storia del calcio italiano. All’alba di martedì 31 agosto ‘Morgan’, pisano di San Giuliano Terme, se ne è andato via per sempre a 77 anni diventando un angelo del Paradiso. Fatale all’ex difensore un infarto mentre si trovava a Forte de Marmi.

Morto Francesco Morini a Forte dei Marmi, aveva 77 anni: fatale un infarto

Aveva esordito in serie A con la Sampdoria (vinse il campionato di serie B in blucerchiato) dove rimase fino al 1969 fino al trasferimento alla Juventus che segnò la svolta della carriera del difensore. Il bianconero gli rimase cucito addosso con cinque scudetti, una Coppa Uefa, una Coppa Italia nel suo palmares. In Coppa dei Campioni riuscì a limitare il fenomeno Johan Cruijff ma non bastò per vincere il trofeo.

L’Ajax andò a bersaglio dopo cinque minuti con Rep e i bianconeri non riuscirono a rimontare. Dopo una breve parentesi in Canada al Toronto tornò alla Juventus da dirigente. Contestualmente lavorava per un noto gruppo di abbigliamento sportivo. In Nazionale giocò 11 partite e partecipò alla sfortunata spedizione azzurra ai mondiali di Germania nel 1974 chiusa con l’eliminazione al primo turno. Morini fu schierato titolare da Valcareggi nelle tre partite disputate dall’Italia.

Perché veniva soprannominato Morgan, Riva: ‘Il difensore più cattivo che ho affrontato’

Il soprannome Morgan gli fu dato da Vladimiro Caminiti per via della sua abilità “piratesca” nel rubare palla agli avversari. Il suo ‘galeone’ era l’area di rigore e raramente qualcuno riusciva a depredarlo. Gigi Riva disse: “È il difensore più cattivo nel quale mi sono imbattuto. Per cattivo intendo che è grintoso, che è spietato agonisticamente, non che è sleale. È come deve essere un vero difensore moderno. Gioca con tutto il corpo pur di non farti passare”. Dopo aver chiuso l’esperienza da dirigente con la Juventus è stato pungente opinionista per alcune emittenti locali.

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