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Piero Carletto, il campione di canottaggio stroncato da un tumore 15 mesi dopo la moglie

Uniti nella gioia e nel dolore come si erano promessi il giorno delle nozze. Piero Carletto, campione di canottaggio, è morto sabato 14 maggio all’età di 59 anni stroncato da un tumore. Quindici mesi prima il terribile male si era portato via la moglie, la 52enne Lara Zambon.

Il 59enne si era curato con Lara Zambon nell’Istituto Oncologico Veneto

Si erano curati insieme nell’Istituto Oncologico Veneto sostenuti dall’amore dei figli, Alice e Arianna, di 19 e 23 anni. Lara Zambon era impegnata in prima linea nella lotta contro il brutto male con l’associazione “Unite gareggiamo ovunque”, che spinge donne sopravvissute al tumore al seno alla pratica canoistica.

Dopo la sua scomparsa Piero Carletto si era impegnato a portare avanti la missione della moglie fin quando il ‘mostro’ non ha preso il sopravvento. Prima che la situazione precipitasse aveva assistito anche all’inaugurazione del dragonboat  a 20 posti, donato alla onlus in memoria di Lara. 

Piero Carletto: dal bronzo ai Mondiali di Copenaghen all’oro alle Universiadi, il ricordo di Giuseppe Abbagnale

Piero Carletto ha gareggiato con la Nazionale azzurra dal dal 1981 al 1990 conquistando il bronzo ai Mondiali di Copenaghen nel 1987. In bacheca anche la medaglia d’oro con l’Otto fuoriscalmo alle Universiadi dopo aver chiuso al settimo posto alle Olimpiadi di Seul nel 1988.  È stato anche campione italiano in singolo junior e selezionato come singolista per i Mondiali junior in Bulgaria, a cui rinunciò per motivi di studio.

Era dirigente della Arneg, azienda che si occupa di refrigerazione commerciale, ed era socio della Canottieri Padova. Dal Coni ha ricevuto le medaglie di bronzo e di argento al valore atletico per la sua carriera. Si era laureato in Scienze politiche. “La morte di Piero è un grande dolore” – ha affermato l’amico e presidente della Federazione nazionale canottaggio Giuseppe Abbagnale.

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