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Storie di influencer, Francesca Giagnorio: ‘Acquistare follower è una pratica démodé’

francesca giagnorio storie di influencer

La fashion blogger Francesca Giagnorio è la protagonista di questo nuovo appuntamento, con la collaborazione del gruppo Facebook Scuola Italiana Influencer di Miriam Chilante, con Storie di influencer. Origini toscana e passione per la moda, il make up, il cibo e i viaggi. La sua popolarità cresce giorno dopo giorno e su Instagram è seguita da 29,8 follower. Seguitissima anche sul suo blog personale Everyday Coffee, on line da marzo 2013. In particolar modo Francesca si sofferma su una pratica molto diffusa tra chi approccia per la prima volta al mondo dei social.  

Acquistare followers è un modo per arrivare prima alla popolarità? Conta più la qualità o la quantità?

“L’acquisto di follower è una pratica ormai démodé, che poteva essere in voga qualche anno fa ma che adesso viene smascherata subito da noi stessi (attraverso tool online, anche gratuiti) e da Instagram. Acquistare follower è un’arma a triplo taglio per così dire. Se a un occhio esterno un profilo con 10k è più appetibile di uno da 2k, una grande percentuale di fake followers è vista di cattivo occhio dal social stesso che andrà a penalizzare l’account troppo “gonfiato”.

L’acquisto di seguaci inoltre non solo è dannoso per un calo vertiginoso del proprio engagement (semplificando: il rapporto tra le persone che vedono il nostro post e chi ci segue) ma è una pratica che taglia le gambe a chi vorrebbe portare avanti collaborazioni con brand. Le aziende infatti guardano fino a un certo punto ai grandi numeri, stando più attente alla qualità dei like e dei commenti, ma soprattutto ai contenuti. I seguaci possono essere acquistati con poco, targettizzando anche la località di provenienza… un investimento? Direi proprio di no. Possiamo impiegare lo stesso budget per un piccolo corso di aggiornamento, un preset fotografico o una sponsorizzazione ben targettizzata su Instagram: il ritorno sarà senz’altro migliore”.

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