Crans-Montana, niente domiciliari per Jessica Moretti: la decisione del Tribunale di Sion
Non andrà agli arresti domiciliari Jessica Moretti, imprenditrice e comproprietaria insieme al marito Jacques Moretti del locale Le Constellation, teatro del devastante incendio della notte di Capodanno costato la vita a 40 persone.
Il Tribunale delle misure coercitive del Cantone del Vallese, con sede a Sion, ha disposto la sostituzione della custodia cautelare con una serie di misure restrittive meno afflittive, accogliendo la proposta del pubblico ministero. Una decisione che segna un passaggio chiave nell’inchiesta più drammatica degli ultimi anni in Svizzera.
Misure cautelari rafforzate: passaporti ritirati e firma quotidiana
La donna, era in custodia cautelare dal 9 gennaio. Ora sarà sottoposta ad una serie di prescrizioni:
- consegnare tutti i documenti di identità e di soggiorno
- presentarsi ogni giorno presso un posto di polizia
- rispettare il divieto assoluto di lasciare il territorio svizzero
- versare una cauzione, il cui importo sarà definito successivamente
Secondo indiscrezioni, la somma richiesta potrebbe aggirarsi intorno al milione di euro, cifra che richiede ulteriori verifiche patrimoniali e istruttorie approfondite.
Il principio svizzero: libertà fino a condanna definitiva
Nel motivare la decisione, il Tribunale ha richiamato un principio cardine del diritto penale elvetico: la presunzione di innocenza.
La carcerazione preventiva, viene ribadito, rappresenta l’ultima ratio e può essere applicata solo se misure alternative non sono sufficienti a garantire il corretto svolgimento delle indagini. In questo caso, secondo i giudici, le restrizioni imposte sarebbero adeguate a neutralizzare il rischio di fuga.
Fontane pirotecniche nel locale: una prassi “tollerata”
Agli atti dell’inchiesta pesano le dichiarazioni rilasciate da Jacques Moretti, che durante l’interrogatorio ha ammesso come l’uso di fontane pirotecniche all’interno del locale fosse una pratica in uso da circa dieci anni.
Secondo la versione dei proprietari, questi dispositivi venivano utilizzati durante il servizio dello champagne per “creare atmosfera”. Jessica Moretti avrebbe dichiarato:
“Non le ho mai chieste, ma non le ho mai proibite”.
Una consuetudine che, fino alla notte di Capodanno, non aveva mai causato incidenti.
L’indiscrezione di Dentro la notizia sui bengala realizzati a Napoli
Le immagini acquisite mostrano anche una cameriera seduta sulle spalle di un collega durante il servizio pirotecnico. Un comportamento definito “non standard”, ma neppure isolato.
Emergono inoltre interrogativi inquietanti sulla provenienza dei bengala, che secondo quanto riportato da Dentro la notizia sarebbero arrivati dall’Italia – pare realizzati a Napoli, nonostante i severi divieti svizzeri sull’importazione e l’uso di materiali pirotecnici in ambienti chiusi. Un filone d’indagine che potrebbe presto assumere una dimensione transnazionale.
Assicurazioni insufficienti e risarcimenti a rischio
Altro nodo cruciale riguarda le polizze assicurative sottoscritte dai Moretti: secondo le prime verifiche, potrebbero non essere sufficienti a coprire l’enorme mole di risarcimenti richiesti dalle famiglie delle vittime.
Un dettaglio che rischia di aggravare ulteriormente la posizione degli indagati e di aprire una lunga stagione di contenziosi civili.
Un’inchiesta ancora aperta
Jessica Moretti è ora formalmente libera, ma sotto strettissima sorveglianza giudiziaria. L’inchiesta sul rogo di Crans-Montana resta aperta e promette ulteriori sviluppi, mentre la Svizzera si interroga su controlli, responsabilità e falle nei sistemi di sicurezza.
Un Capodanno che doveva essere festa si è trasformato in una tragedia destinata a segnare a lungo le cronache giudiziarie europee.

