L’allontanamento notturno e l’allarme della famiglia
Si è conclusa con un sospiro di sollievo una vicenda che per oltre 48 ore ha tenuto con il fiato sospeso un’intera comunità. La studentessa 14enne Agnes Cristina Piliego, di cui non si avevano più notizie da sabato notte, è stata rintracciata sana e salva nella in una località della Liguria.
La ragazza, che frequenta la terza media, si era allontanata dall’abitazione di famiglia, a Modena, nella zona est della città, senza avvisare nessuno e approfittando delle ore notturne. A rendere la situazione ancora più complessa, un dettaglio emerso fin da subito: aveva lasciato il telefono cellulare in casa, rendendo impossibile qualsiasi contatto diretto.
L’assenza è stata scoperta dalla madre domenica mattina, al risveglio. La figlia non era nel letto, nessun messaggio, nessun segnale che potesse far intuire una destinazione o una motivazione immediata.
Indagini complesse e nessuna traccia digitale
La denuncia di scomparsa è partita immediatamente. Le ricerche sono state affidate alla Squadra Mobile, che ha avviato accertamenti su più fronti: audizioni di amici e conoscenti, verifica delle frequentazioni recenti e analisi delle immagini di videosorveglianza presenti nella zona di residenza.
L’assenza di strumenti digitali ha costretto gli investigatori a ricostruire i movimenti della ragazza esclusivamente attraverso riscontri indiretti. Nessuna confidenza con le compagne di scuola, nessun segnale premonitore evidente. Secondo quanto emerso, l’allontanamento non sarebbe stato impulsivo, ma pianificato con attenzione.
Il ritrovamento in stazione e la presenza di un coetaneo
La svolta è arrivata nella giornata di ieri. Agnes Cristina Piliego è stata individuata in una stazione ferroviaria ligure, in compagnia di un altro minorenne. Anche il ragazzo, poco più grande, risultava irreperibile da alcuni giorni ed era stato segnalato come scomparso.
Tra i due, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, vi sarebbe un legame affettivo nato da qualche tempo. Un rapporto che potrebbe aver inciso sulla decisione della giovane di lasciare casa senza informare i genitori.
Entrambi sono stati fermati e affidati alle autorità competenti. La ragazza è stata immediatamente riaccompagnata dalla famiglia.
Il ruolo decisivo della madre e delle segnalazioni
Fondamentale, fin dalle prime ore, la collaborazione della madre della minore, che ha fornito agli investigatori un quadro dettagliato delle abitudini, delle amicizie e delle frequentazioni della figlia. Informazioni che hanno consentito di restringere progressivamente il campo delle ricerche.
Nei giorni successivi alla scomparsa, la vicenda aveva assunto anche una forte dimensione pubblica, con appelli diffusi sui social e il coinvolgimento diretto delle istituzioni cittadine.
Il supporto delle associazioni e il protocollo per i minori
A supporto della famiglia è intervenuta anche l’associazione Penelope, attiva nei casi di persone scomparse. L’organizzazione ha ribadito l’importanza del protocollo di ricerca, soprattutto quando si tratta di minori, e la necessità di una risposta coordinata tra famiglie, forze dell’ordine e strutture pubbliche.
Determinante anche la collaborazione delle Ferrovie dello Stato, che in questi casi mettono a disposizione canali dedicati per segnalazioni rapide e mirate.

