Mimmo Lorusso è stato ucciso nell'abitazione di via delle Peonie, a RozzanoMimmo Lorusso è stato ucciso nell'abitazione di via delle Peonie, a Rozzano

Omicidio a Rozzano: cosa è successo davvero nell’appartamento di via delle Peonie

La notte a Rozzano si è chiusa con un giallo dai contorni ancora irrisolti. Domenico Lorusso, detto Mimmo, 70 anni, è stato trovato senza vita all’interno di un appartamento di via delle Peonie, con una profonda ferita alla gola. Il corpo era nascosto sotto un mobile, in una casa completamente messa a soqquadro.

La scoperta è avvenuta in modo quasi casuale: carabinieri e vigili del fuoco erano intervenuti dopo una segnalazione per un giovane che minacciava di togliersi la vita, lanciando oggetti dal balcone e devastando l’abitazione.


La scena del crimine: casa devastata e corpo nascosto sotto un armadio

Quando i militari sono riusciti a entrare nell’appartamento, la situazione è apparsa subito anomala. Mobili rovesciati, suppellettili distrutte, segni evidenti di una violenta colluttazione. Rimettendo parzialmente in ordine gli arredi, sotto un armadio è emerso il cadavere dell’anziano.

Sul posto sono entrati in azione gli specialisti della Sezione Investigazioni Scientifiche (SIS) del comando provinciale dei carabinieri di Milano, incaricati di ricostruire con precisione la dinamica dell’omicidio.


Il 21enne trovato in casa e il tentato suicidio

All’interno dell’abitazione si trovava anche Alazar Bilal, 21 anni, di origine marocchina. Il giovane, in evidente stato di agitazione, ha tentato di lanciarsi dal balcone prima di essere bloccato dai carabinieri.

Trasportato d’urgenza all’Ospedale San Paolo, è attualmente piantonato ma non risulta formalmente arrestato. La sua posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria.


Un rapporto complesso: ospitalità, soldi e tensioni crescenti

Dalle prime ricostruzioni investigative emerge che vittima e sospettato si conoscessero da tempo. L’appartamento, di proprietà Aler, era intestato a Lorusso, che risultava regolare affittuario. Il 21enne, secondo quanto accertato, veniva ospitato saltuariamente nell’abitazione.

Non si esclude che l’anziano subaffittasse a terzi e che la lite, degenerata poi in tragedia, sia scoppiata per questioni economiche, tra affitti non pagati e richieste di denaro. Una tensione che, secondo i vicini, andava avanti da tempo.


Le voci del quartiere: “Era solo questione di tempo”

I residenti della zona raccontano di comportamenti violenti e imprevedibili già nelle settimane precedenti. Oggetti lanciati dalle finestre, urla notturne, interventi informali mai sfociati in denunce ufficiali.

“Si capiva che prima o poi sarebbe successo qualcosa”, racconta chi vive nello stabile. Un contesto di disagio che ora pesa come un macigno sull’inchiesta.


Le indagini

Al momento l’ipotesi principale resta quella di una lite finita nel sangue, culminata con una coltellata alla gola. Tuttavia, gli inquirenti mantengono il massimo riserbo: nessun provvedimento cautelare è stato ancora emesso.

I rilievi scientifici, le testimonianze e l’analisi dei rapporti tra i due uomini saranno determinanti per chiarire responsabilità e movente. Una cosa è certa: l’omicidio di Rozzano apre uno squarcio inquietante su una convivenza fragile, finita nel modo più drammatico.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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