Numerosi i messi e gli uomini impegnati nella ricerca della bambina nel lago di ComoNumerosi i mezzii e gli uomini impegnati nella ricerca della bambina nel lago di Como

Arwa Rfali era in vacanza in Italia con la famiglia, quel tratto del Tempio Voltiano aveva già provocato otto vittime

Non ce l’ha fatta Arwa Rfali, la bambina marocchina di 9 anni (e non 10 come segnalato in un primo momento) scomparsa nel pomeriggio di martedì nelle acque del lago di Como, davanti al Tempio Voltiano. Dopo ore di ricerche, i sommozzatori dei Vigili del Fuoco hanno recuperato il corpo senza vita della piccola, mettendo fine a una disperata corsa contro il tempo.

Rispetto alle prime informazioni diffuse nelle ore immediatamente successive alla scomparsa, è stato chiarito che Arwa aveva 9 anni e non 10, anche se avrebbe festeggiato il decimo compleanno il prossimo mese.

Il tuffo, poi la scomparsa davanti ai familiari

La bambina si trovava a Como insieme ai genitori per trascorrere alcuni giorni con parenti residenti da tempo nel Monzese. Nel pomeriggio la famiglia aveva raggiunto i Giardini a Lago, dove Arwa stava giocando in acqua insieme ai cuginetti.

Intorno alle 15, mentre si trovava su una secca che riaffiora periodicamente e che ogni estate richiama numerosi bagnanti nonostante il divieto di balneazione, la piccola è improvvisamente sparita sott’acqua. L’ipotesi è che possa essere stata trascinata dalla corrente o abbia perso l’equilibrio nel punto in cui il fondale cambia improvvisamente profondità.

I bambini che erano con lei non l’hanno più vista riemergere. I genitori, sotto choc, hanno immediatamente chiesto aiuto.

Le ricerche terminate con il tragico ritrovamento

I primi a intervenire sono stati alcuni agenti di polizia che si trovavano nei paraggi. Poco dopo è scattata una massiccia macchina dei soccorsi con Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, personale sanitario del 118, mezzi nautici ed elisoccorso.

Nel corso del pomeriggio sono arrivati anche i sommozzatori dei Vigili del Fuoco da Torino, trasportati in elicottero. Le ricerche sono proseguite fino a tarda sera, quando ormai le speranze di trovare la bambina in vita si erano ridotte al minimo.

Il corpo di Arwa è stato infine individuato e recuperato dai soccorritori. I genitori sono stati accompagnati in Questura, devastati dal dolore.

Il ritorno dell’incubo ai Giardini a Lago

La tragedia riporta l’attenzione su uno dei punti più pericolosi del lago di Como. Dopo due estati senza vittime, il tratto davanti al Tempio Voltiano torna a essere teatro di un dramma.

Tra il 2017 e il 2023, nello stesso punto, hanno perso la vita otto persone, quasi tutte giovani e straniere. Il tratto d’acqua è particolarmente insidioso: dopo pochi metri il fondale precipita improvvisamente, sorprendendo chi pensa di trovarsi ancora in una zona sicura.

Divieti ignorati e pericolo noto

Nonostante decine di cartelli segnalino il divieto di balneazione, ogni giorno centinaia di turisti continuano a entrare in acqua, attratti dalla facilità di accesso e dalla posizione centrale dell’area.

Negli anni era stata valutata anche l’ipotesi di rendere balneabile il tratto con un servizio di sorveglianza permanente, ma il progetto fu accantonato sia per la conformazione del fondale sia per la qualità delle acque, considerate non idonee alla balneazione.

La morte della piccola Arwa riaccende così il dibattito sulla sicurezza di un luogo che, nonostante i ripetuti allarmi e i precedenti, continua a trasformarsi ogni estate in una trappola mortale.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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