Rocco Commisso è morto all'età di 76 anniRocco Commisso è morto all'età di 76 anni

L’annuncio della famiglia e del club viola

La Fiorentina e la famiglia Commisso hanno annunciato con profondo dolore la scomparsa di Rocco B. Commisso, presidente del club viola. Dopo un lungo periodo di cure, l’imprenditore italoamericano si è spento, lasciando un vuoto profondo non solo nel mondo del calcio, ma anche nella città di Firenze, che negli ultimi anni aveva imparato a conoscerlo e ad amarlo.

Accanto a lui fino all’ultimo la moglie Catherine, i figli Giuseppe e Marisa, e le sorelle Italia e Raffaelina, che in una nota hanno voluto ricordarlo come un uomo di valori solidi, una guida per la famiglia e un punto di riferimento umano e professionale.

Una stagione tormentata

La scomparsa di Rocco Commisso arriva in un momento estremamente delicato per la Fiorentina, impegnata in una stagione complicata e ancora tutta da rimettere in piedi. Il club viola è chiamato a una difficile rincorsa per evitare una clamorosa retrocessione in Serie B, dopo un girone di andata definito da molti come disastroso, ben lontano dalle aspettative di inizio stagione.

Un rendimento negativo che ha portato anche a una scelta drastica: l’esonero di Stefano Pioli e l’affidamento della panchina a Paolo Vanoli, chiamato a risollevare una squadra in difficoltà tecnica e mentale. Ha lottato fino all’ultimo. In estate era intervenuto telefonicamente durante la presentazione della squadra ed aveva fatto sperare sul suo stato di salute quando aveva dato appuntamento ai tifosi a settembre.

A fine anno, in un’intervista a La Nazione, aveva riferito che il club non era in vendita e che non avrebbe mai mollato. “Non l’ho mai fatto in nessuna della mia attività”. E Commisso sarebbe andato avanti per la sua strada se non avesse incrociato lungo il suo cammino il terribile male che l’ha stroncato in pochi mesi. In questo contesto di grande incertezza sportiva, la notizia della morte del presidente rappresenta un ulteriore colpo emotivo per l’ambiente viola, già provato da mesi complessi dentro e fuori dal campo.

Il club, i tifosi e la città di Firenze si trovano ora a vivere un doppio dolore: quello per la perdita di un presidente che aveva legato il suo nome al futuro della Fiorentina e quello per una stagione che rischia di trasformarsi in una delle più amare degli ultimi anni.


Un uomo di famiglia, prima ancora che un presidente

Per i suoi cari, Rocco Commisso è stato prima di tutto un marito e un padre. Con Catherine aveva appena celebrato 50 anni di matrimonio, un traguardo che racconta una vita costruita su lealtà, dedizione e rispetto reciproco. Con i figli è stato un padre esigente ma affettuoso, coerente con un carattere deciso, ma capace di grande dolcezza.

Anche negli ultimi mesi non aveva mai smesso di lavorare, continuando a seguire con attenzione le sue aziende, Mediacom e la Fiorentina, guardando sempre al futuro, con la determinazione che lo ha accompagnato per tutta la vita. Nato in Calabria, in Italia, Commisso è emigrato negli Stati Uniti all’età di 12 anni. Si è diplomato alla Mount Saint Michael Academy nel Bronx nel 1967. Ha frequentato la Columbia University grazie a una borsa di studio completa, conseguendo una laurea in ingegneria industriale e un MBA.


L’amore per il calcio e il legame con Firenze

Ha sempre avuto un legame speciale con il calcio e da ragazzo ha giocato con i Columbia Lions tra il 1967 e il 1970. Ha fatto parte di una squadra di matricole che concluse la stagione da imbattuta ed è stato co-capitano della squadra del 1970, che portò Columbia alla sua prima storica partecipazione ai playoff NCAA. Per le sue prestazioni sul campo, Commisso è stato insignito per tre volte del riconoscimento All-Ivy League ed è stato invitato a sostenere un provino per la nazionale statunitense di calcio in vista delle Olimpiadi del 1972. 

Una passione costante nella vita di Commisso, ma è con l’acquisizione della Fiorentina, sette anni fa, che questo amore ha trovato una nuova casa. Da quel momento Rocco Commisso ha abbracciato senza riserve i colori viola, i tifosi e la città di Firenze.

«Chiamatemi Rocco», aveva detto fin dal primo giorno, conquistando tutti con una empatia diretta e autentica, lontana dalle formalità. Un presidente presente, vicino alla squadra e alla gente, soprattutto nei momenti più difficili, come durante l’emergenza Covid, quando la campagna solidale “Forza e Cuore” portò importanti donazioni agli ospedali cittadini.


Il Viola Park e l’eredità lasciata ai giovani

Il segno più tangibile del suo progetto resta il Rocco B. Commisso Viola Park, la casa della Fiorentina, destinata a portare per sempre il suo nome. Un centro pensato non solo come infrastruttura sportiva, ma come investimento sul futuro, sui giovani e sui valori.

Proprio i ragazzi e le ragazze del vivaio erano al centro della sua visione: sotto la sua presidenza la Fiorentina ha visto crescere talenti, conquistare trofei giovanili e accompagnare molti di loro verso le prime squadre maschili e femminili.


I risultati sportivi e il ricordo che resta

Durante la sua gestione, la Fiorentina ha raggiunto due finali di Conference League e una finale di Coppa Italia, tornando stabilmente protagonista in Italia e in Europa. Ma al di là dei risultati, ciò che resta è il segno umano lasciato da Commisso all’interno del club.

La famiglia ha voluto ringraziare pubblicamente tutte le persone che sono state loro vicine in questo momento difficile: lo staff, i giocatori, i dipendenti, il popolo viola e tutti coloro che hanno condiviso con Rocco momenti complessi e momenti indimenticabili.

Il suo ricordo continuerà a vivere nei colori viola, nei giovani che porteranno la Fiorentina nel mondo e in una città che ormai lo considerava uno dei suoi.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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