Stella Boggio e Marco MagagnaStella Boggio e Marco Magagna

Il processo davanti alla Corte d’Assise di Monza

È in corso questa mattina, mercoledì 21 gennaio 2026, davanti alla Corte d’Assise di Monza, il processo a carico di Stella Ovidia Boggio, 34 anni, interior designer, imputata per l’omicidio del compagno Marco Magagna, 38enne originario di Arese.

Il pubblico ministero Alessio Rinaldi ha chiesto per l’imputata una condanna a 14 anni di reclusione, ritenendo sussistenti le attenuanti generiche, considerate prevalenti rispetto all’aggravante del legame affettivo con la vittima, che avrebbe potuto portare alla pena dell’ergastolo.


L’omicidio nella notte dell’Epifania 2025

I fatti risalgono alla notte tra il 6 e il 7 gennaio 2025, quando, nella mansarda di Bovisio Masciago dove la coppia conviveva di fatto, Stella Boggio ha colpito Marco Magagna con un’unica coltellata al cuore, rivelatasi mortale.

Secondo l’accusa, la lama utilizzata era lunga 18 centimetri ed è stata inferta con forza, penetrando quasi completamente nel torace dell’uomo. Un gesto che, per il pm, non può essere derubricato a reazione istintiva o difensiva.


“Ha accettato il rischio di ucciderlo”

“Nell’istante in cui ha vibrato quel colpo – ha sostenuto il pm Rinaldi – non poteva non prevedere che avrebbe potuto ucciderlo. Ha accettato consapevolmente il rischio”.

L’accusa non nega l’esistenza di una relazione definita ‘tossica’, caratterizzata da tensioni, litigi, insulti e violenze a tratti reciproche, né il fatto che Boggio abbia subito maltrattamenti dal compagno. Tuttavia, per la Procura, questi elementi non escludono la responsabilità penale.

“Avrebbe potuto uscire di casa, chiedere aiuto, chiamare i soccorsi, come già fatto in passato – ha aggiunto il pm – invece ha scelto il coltello”.


Le attenuanti: età, maternità e collaborazione

Nella quantificazione della pena, il pubblico ministero ha riconosciuto a Boggio le attenuanti generiche, sottolineando che l’imputata:

  • è incensurata;
  • è madre di un bambino;
  • ha collaborato fin dall’inizio con gli inquirenti;
  • non ha mai violato gli arresti domiciliari.

Elementi che, secondo l’accusa, giustificano una richiesta di pena inferiore all’ergastolo.


La ricostruzione del rapporto di coppia

Secondo la ricostruzione dell’accusa, la relazione tra Boggio e Magagna era iniziata nel giugno 2024 ed era durata pochi mesi, con continui alti e bassi. Entrambi, ha evidenziato il pm, facevano uso di alcol e mostravano comportamenti aggressivi.

Il 21 dicembre 2024, pochi giorni prima dell’omicidio, Boggio avrebbe ferito il compagno a una mano con un coltello. Dalle chat acquisite agli atti emergerebbe una spiccata aggressività anche da parte dell’imputata.


Niente legittima difesa secondo l’accusa

La Procura respinge la tesi dell’eccesso colposo in legittima difesa, inizialmente ipotizzata dal gip ma poi esclusa dal Tribunale del Riesame di Milano.

“Dopo essere stata schiaffeggiata – ha spiegato il pm – Boggio ha colpito l’uomo con dei calci, poi si è rialzata, ha aperto il cassetto della cucina, scelto il coltello e colpito. Non ha mai dichiarato di temere per la propria vita”.


Le parti civili e le versioni contrapposte

Si sono costituiti parte civile i genitori e il fratello di Marco Magagna, rappresentati dagli avvocati Marco Deluca e Nicole Granelli. Secondo la difesa della famiglia, amici ed ex fidanzata descrivono Marco come un uomo non violento.

Diversa la versione dei genitori di Stella Boggio, che hanno parlato di una figlia segnata da problemi psicologici, attacchi di panico, abuso di alcol e difficoltà personali pregresse.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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