Enea TonoliEnea Tonoli

Chi era Enea Tonoli, l’uomo morto nel canale Virgilio

Enea Tonoli aveva 46 anni, viveva a Monzambano ed era un dipendente comunale dell’ufficio tecnico. Un uomo conosciuto, stimato, impegnato anche nel volontariato. Una di quelle presenze che tengono insieme una comunità senza mai cercare i riflettori.

La sua vita si è spezzata nella serata di sabato 24 gennaio 2026, lungo le sponde del canale Virgilio, nelle campagne tra Monzambano e Valeggio sul Mincio. Una morte improvvisa, assurda, maturata nel tempo di un istinto: quello di salvare il proprio cane.


Cosa è successo nelle campagne di Olfino?

Secondo la ricostruzione affidata ai carabinieri della Compagnia di Castiglione delle Stiviere, Enea stava passeggiando con il cane e un amico di 33 anni nelle campagne di Olfino, quando l’animale è scivolato lungo la sponda in cemento del canale Virgilio, finendo in acqua.

Senza esitazione, Enea si è tuffato. Il canale, però, è insidioso: corrente, pareti lisce, difficoltà a risalire. Il 46enne non è più riuscito a tornare a riva. Un gesto rapido, generoso, che si è trasformato in una trappola mortale.


Il tentativo disperato dell’amico e l’allarme ai soccorsi

L’amico che era con lui è ancora sotto shock. Ha raccontato di aver tentato tutto: «Ho provato a salvarlo lanciandogli il guinzaglio del cane, ma non è riuscito ad aggrapparsi». Poi la corsa disperata a chiedere aiuto.

Intorno alle 22:40 sono intervenuti i soccorsi del 118, i vigili del fuoco di Castiglione e una squadra di Bardolino con motobarca, oltre ai carabinieri. Il cane, nel frattempo, era riuscito a restare a galla vicino alla sponda ed è stato recuperato vivo.


Il ritrovamento del corpo di Enea Tonoli

Dopo circa venti minuti di ricerche, i vigili del fuoco hanno individuato il corpo senza vita di Enea Tonoli. Per lui non c’era ormai più nulla da fare. La salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti di rito.

Una morte che non lascia spazio a dubbi investigativi, ma che apre interrogativi umani profondissimi: quanto può essere sottile il confine tra altruismo e tragedia? Quanto può costare un istinto buono in un contesto ostile?


Monzambano sotto shock: “Era una persona generosa”

La notizia ha scosso Monzambano e l’intero territorio del Mantovano. Familiari, amici e concittadini descrivono Enea come una persona sempre disponibile, gentile, pronta ad aiutare. Proprio quella generosità che, paradossalmente, lo ha condotto alla morte.

Non un incidente qualunque, ma una storia che colpisce allo stomaco perché parla di legami, di responsabilità affettive, di quell’amore semplice e totale che non fa calcoli.

Enea Tonoli è morto nel canale Virgilio, ma il suo gesto resta inciso nella memoria collettiva come un atto estremo di umanità. In un tempo cinico, una tragedia che costringe tutti a fermarsi. Anche solo per un momento.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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