Davide Borgione è stato rinvenuto incosciente in via Nizza, a TorinoDavide Borgione è stato rinvenuto incosciente in via Nizza, a Torino

Davide Borgione è stato investito da un’auto mentre tornava a casa

È una notte come tante a Torino, ma all’alba del 24 gennaio San Salvario si sveglia con una morte che pesa come un macigno. Davide Borgione, 19 anni, torinese, viene trovato agonizzante all’incrocio tra corso Marconi e via Nizza, accanto a una bicicletta a pedalata assistita. Stava rientrando a casa dopo una serata in discoteca, senza casco, quando qualcosa – o qualcuno – lo ha scaraventato sull’asfalto.

Secondo quanto riportato dall’edizione torinese de La Stampa, un’auto lo avrebbe urtato mentre pedalava, per poi allontanarsi senza prestare soccorso. Un dettaglio che trasforma una tragedia in un possibile caso di pirateria stradale, uno dei reati più odiati e simbolicamente violenti del nostro tempo urbano.


Cosa mostra il video acquisito dagli investigatori

Non ci sono testimoni oculari, ma c’è un video. Una telecamera riprende un’auto che, poco prima delle sei del mattino, passa, urta Davide e prosegue la sua corsa come se nulla fosse accaduto. Un frammento di immagini che potrebbe fare la differenza tra un incidente e una fuga consapevole.

Dalla targa, gli agenti della polizia locale sarebbero già risaliti al proprietario del veicolo, che verrà interrogato. Resta il nodo cruciale: il conducente si è accorto dell’impatto o ha scelto di scappare? Una distinzione che pesa come una sentenza morale prima ancora che giudiziaria.


Investimento o caduta accidentale: quali sono le ipotesi?

Le indagini seguono due piste. La prima è quella dell’investimento con omissione di soccorso. La seconda, più cauta, parla di caduta accidentale, magari aggravata dall’assenza del casco e da un possibile urto lieve.

Un elemento resta enigmatico: la bicicletta, trovata a terra ma apparentemente non danneggiata. Un dettaglio che obbliga gli investigatori a muoversi con prudenza, ricostruendo centimetro per centimetro la dinamica dell’accaduto, anche per capire se Davide stesse percorrendo la pista ciclabile di via Nizza.


Il soccorso e la morte al Cto di Torino

È un passante a dare l’allarme, intorno alle tre di notte. Davide è incosciente, riverso sull’asfalto. I sanitari del 118 di Azienda Zero tentano a lungo di rianimarlo, poi la corsa disperata al Cto di Torino. Ma il trauma cranico è devastante. Il cuore del 19enne si ferma poco dopo l’arrivo in ospedale.

All’ora di pranzo, sul luogo dell’incidente resta solo una banderuola bianca e rossa che sventola nel vuoto e qualche amico incredulo. Ragazzi giovanissimi che guardano le telecamere agli angoli delle strade come se potessero restituire risposte, o almeno senso.


Chi era Davide Borgione: sogni, musica e calcio

Davide non era solo una vittima. Giocava a calcio, era un artista, un ragazzo pieno di progetti. Il rapper torinese VeGra lo ha ricordato su Instagram con parole che suonano come un epitaffio generazionale: «È incredibile che dopo una serata non si sa se si torna più a casa». Ex calciatore, era cresciuto nel Barcanova, con una parentesi alla Fc Torinese.

Restano le sue canzoni, dice l’amico. E resta una domanda che attraversa Torino come una ferita aperta: quante vite devono spezzarsi perché la notte smetta di essere una roulette russa?

Ora è il tempo delle indagini. Ma è anche il tempo del silenzio e del rispetto. Perché a 19 anni non si dovrebbe mai morire così.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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