Rexal Ford con madre e figlia trovate prive di vita a Villa PamphiliFrancis Kaufmann, alias Rexal Ford, con Anastasia Trofimova e la figlia

In aula le parole dell’imputato e la richiesta di perizia psichiatrica

«Io sono innocente e i testimoni che verranno citati in aula sono tutti mafiosi».
Lo ha ripetuto per diversi minuti, seduto in aula accanto al suo difensore, Francis Ford Kaufmann, l’uomo accusato di aver ucciso la compagna Anastasia Trofimova e la figlia Andromeda, trovate senza vita il 7 giugno scorso a Villa Pamphili.

L’imputato, che si è presentato dichiarando di chiamarsi Rexall Ford, è apparso visibilmente provato e ha anche pianto durante la prima udienza del processo davanti alla Prima Corte d’Assise di Roma. Capelli rasati e felpa blu, ha seguito l’udienza seduto accanto al suo avvocato.

Il penalista Paolo Foti ha spiegato di aver presentato istanza per una perizia psichiatrica: «È una richiesta legata alle sue condizioni, che negli ultimi mesi sono andate deteriorandosi in modo evidente. A mio modo di vedere non sono compatibili con lo stare in giudizio».
La Procura di Roma si è opposta alla richiesta e i giudici si sono riservati di decidere nella prossima udienza, fissata per il 9 febbraio.

Il fascicolo sui mancati controlli e l’esposto delle associazioni

Parallelamente al processo, gli inquirenti di piazzale Clodio hanno aperto da tempo un fascicolo sui mancati controlli nelle settimane precedenti il delitto, al momento senza indagati né ipotesi di reato.

A luglio l’avvocata Maria Teresa Manente, dell’associazione Differenza Donna, aveva presentato un esposto:
«Chiediamo che si indaghi per accertare eventuali omissioni da parte delle forze dell’ordine, considerando che l’imputato era stato fermato più volte in una situazione di grande degrado».

Secondo la legale, Kaufmann era spesso in stato di ebbrezza e con una donna e una bambina in condizioni precarie: «Questa situazione meritava un fermo immediato. È veramente scandaloso. Il bambino doveva essere allontanato».

Le accuse e le parti civili

Nei confronti del 47enne californiano, i pm contestano il duplice omicidio aggravato e l’occultamento di cadavere.

Nel corso dell’udienza, la Corte ha ammesso le costituzioni di parte civile dei genitori di Anastasia Trofimova e di diverse associazioni, tra cui Differenza Donna, Telefono Rosa, Per Marta e per Tutte, Insieme a Marianna e l’Associazione italiana vittime vulnerabili di reato.

Il pm Antonio Verdi, illustrando i capi d’imputazione, ha sottolineato che se l’uccisione di Anastasia fosse avvenuta dopo il 17 dicembre, con l’entrata in vigore della nuova normativa, sarebbe stato contestato il reato di femminicidio: «L’omicidio di Anastasia Trofimova è un femminicidio, proprio in base a quanto previsto dalla nuova norma», ha detto.

La lista testi e il comportamento dell’imputato

Nella lista dei testimoni depositata dall’accusa figurano, oltre agli investigatori, tutte le persone che tra aprile e giugno dello scorso anno hanno visto e incontrato Kaufmann, Anastasia e la piccola Andromeda a Roma.

«Il comportamento dell’imputato era talmente esuberante che è stato notato da molti cittadini, che lo hanno anche fotografato», ha spiegato il pm Verdi. Nel corso del processo potrebbero essere ascoltati anche i genitori dell’imputato, che vivono in Siberia.

I messaggi sui casting e la ricerca di denaro

Dall’analisi del traffico telefonico, emersa dalle indagini e riportata da Il Messaggero e la Repubblica, risulta che alcuni giorni dopo l’uccisione della compagna, Kaufmann avrebbe contattato agenzie di baby modelling per proporre la figlia di 14 mesi per set pubblicitari.

«È stata notata da diversi talent scout (che dicono che è bellissima). È divertente e ha una bella personalità. Stiamo valutando diverse agenzie che vogliono metterla sotto contratto, non siamo ancora stati a Milano», scriveva l’uomo, che in quel periodo continuava a chiedere soldi ad amici e familiari mentre progettava la fuga da Roma.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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