Perché il volto di Meloni è stato rimosso dall’affresco?
Il volto dell’angelo con le sembianze della premier Giorgia Meloni è stato cancellato dall’affresco nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, nel centro storico di Roma. A rimuoverlo è stato lo stesso restauratore che lo aveva dipinto, dopo giorni di polemiche, curiosità e pellegrinaggi mediatici più che religiosi.
Il parroco monsignor Daniele Micheletti ha spiegato che l’opera era diventata un’attrazione virale: persone in fila per i selfie, più che per la preghiera. Un cortocircuito tra sacro, politica e turismo social. “Chi ora ha fatto il restauro era anche l’autore del dipinto originale ma certo in chiesa ci sono ragioni di opportunità, altrimenti c’è chi può dire ‘dateve ‘na regolata’”. – ha riferito Federico Falcolini, amico del restauratore Bruno Valentinetti.
Vicariato e Soprintendenza: “Non conforme all’iconografia sacra”
Il Vicariato ha chiesto il ripristino dei tratti originari, sottolineando che le fisionomie non erano conformi al contesto sacro. La Soprintendenza ha ricordato che ogni intervento necessita autorizzazioni formali, bozzetto incluso, da parte del Fondo edifici di culto e degli organi ecclesiastici. Il sì del Vicariato è già arrivato.
Roma tra curiosità, critiche e ironia
Turisti e romani si sono divisi tra delusione per non aver visto il volto “politico” e sollievo per il ritorno all’ortodossia artistica. La vicenda ha fatto il giro della stampa internazionale, con commenti sull’opportunità di politicizzare l’arte sacra. “Mi sembra una vicenda pazzesca – afferma un uomo – ma la cosa piu incredibile è che mezza Roma sia venuta qui per vedere il dipinto”. Molti osservano che “una persona che fa il proprio lavoro dovrebbe farlo rispettando la storia dell’affresco e della chiesa”. “Il mio docente di Storia dell’ arte alla Sapienza, afferma Martina, 22 anni, l’altro giorno a lezione ha parlato di mancanza di professionalità da parte del restauratore”.

