Chi era Paolo Lorenzini e cosa è successo a Borgomanero?
Un gesto che riapre una ferita mai chiusa. Paolo Lorenzini, 51 anni, residente a Borgomanero, si è tolto la vita domenica 15 febbraio gettandosi sotto un treno regionale sulla linea Novara-Domodossola.
Erano circa le 13 quando il convoglio proveniente da Novara lo ha investito all’uscita di una curva, nei pressi del passaggio a livello della provinciale 156 tra Borgomanero e Cressa. Inutile il tentativo di frenata del macchinista.
Perché la tragedia riapre una ferita profonda?
Il 15 marzo 2024, con le stesse modalità, era morta la figlia diciannovenne Claudia Lorenzini.
Una coincidenza che non è solo cronaca, ma dramma familiare reiterato. Claudia si era tolta la vita dopo essere stata segnata dalla morte improvvisa di un amico ventiquattrenne, stroncato da un arresto cardiaco nel sonno.
Il 23 febbraio avrebbe compiuto gli anni.
Cosa è accaduto dopo l’impatto?
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, la Polizia di Stato, i Vigili del Fuoco e i tecnici ferroviari. La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale Santissima Trinità.
A bordo del regionale viaggiavano cinque persone, tra cui due minori. Nessun ferito, ma uno choc profondo. La circolazione ferroviaria è rimasta sospesa per ore, con attivazione di bus sostitutivi.
Una città sotto shock
Lorenzini era conosciuto come gestore del distributore Eni di via Novara e per la partecipazione alle gare podistiche della “Gamba d’Oro” insieme alla moglie Luisa.
La notizia si è diffusa rapidamente, lasciando Borgomanero in uno stato di incredulità e sgomento. Una tragedia che riapre interrogativi dolorosi sulla solitudine, sul peso del lutto e sulle fragilità invisibili che attraversano le comunità.
Quando il dolore non trova argini, può trasformarsi in silenzio. E il silenzio, a volte, diventa definitivo.

