Federica Brignone e James MbayeFederica Brignone e James Mbaye

Chi è James Mbaye, il presunto fidanzato di Federica Brignone?

Non solo tecnica sopraffina, non solo resilienza da manuale dopo una caduta che avrebbe spezzato chiunque. Nel trionfo olimpico di Federica Brignone nel gigante di Milano-Cortina 2026, c’era anche un dettaglio che non è sfuggito ai più attenti: un uomo seduto in tribuna, accanto alla famiglia della campionessa, con un cappellino tigrato in testa.

Quel dettaglio – tutt’altro che casuale – porta a un nome: James Mbaye, indicato come il nuovo compagno della sciatrice azzurra da Il Resto del Carlino e rilanciato da Quotidiano Nazionale.

Mbaye era presente sull’Olympia delle Tofane durante la gara che ha consegnato a Brignone il secondo oro olimpico, indossando proprio il simbolo iconico della “tigre valdostana”. Un messaggio silenzioso ma potente. E nel linguaggio dello sport, i simboli contano.


James Mbaye era davvero in tribuna all’Olympia delle Tofane?

Sì. Le immagini lo mostrano seduto accanto all’entourage e ai familiari della campionessa. Non un semplice spettatore. Non un curioso qualsiasi.

Il cappello tigrato, interpretato da molti come un segnale di appartenenza, è diventato il dettaglio che ha acceso i riflettori. A rafforzare l’ipotesi della relazione ci sono anche diversi indizi social: vedute di Cortina pubblicate prima della gara, video del trionfo repostati subito dopo, contenuti condivisi mentre era fisicamente presente sulla pista.

Tre indizi, si dice, fanno una prova.


James Mbaye: modello internazionale ed ex cestista

Trentasei anni, origini senegalesi, Mbaye ha trascorso l’infanzia in Senegal prima di trasferirsi in Italia durante l’adolescenza. Ha studiato all’Itis di Rimini e nel suo passato c’è anche una carriera nel basket.

Ha giocato tra le giovanili di Rimini Bellaria, poi in Serie D e C nel riminese. Dopo un infortunio che ne ha rallentato la crescita sportiva, si è trasferito a Firenze, dove ha militato in diverse realtà locali – Pino Dragons, Affrico Basket, Cus Firenze – fino all’ingaggio nel 2020 con il Calenzano Bulldogs come ala grande da 196 centimetri.

Ma il parquet non era il suo destino definitivo.

Oggi Mbaye lavora come modello per un’agenzia di Milano, con collaborazioni tra Italia, Germania e Turchia. Parla italiano, inglese e francese. Sul suo profilo Instagram – oltre 11mila follower prima che diventasse privato – campeggiano la bandiera del Senegal e la scritta “L’Afrique”. Un’identità rivendicata con orgoglio.

Profilo reso privato proprio nelle ore successive all’oro olimpico. Coincidenze? Forse. O forse semplice tutela della privacy.


L’amore ha aiutato Federica Brignone a vincere l’oro?

Domanda suggestiva, risposta impossibile. Lo sport non si misura con il metro del cuore, eppure la serenità emotiva può fare la differenza quando si gareggia al limite.

Brignone ha conquistato due ori – SuperG e gigante – 292 giorni dopo una caduta devastante. Una rimonta che ha il sapore dell’epica. Se accanto alla forza mentale e alla preparazione tecnica ci sia anche la leggerezza di un nuovo amore, resta materia da romanzo sportivo.

Un fatto è certo: Mbaye la segue su Instagram. E lui, prima della gara, ha pubblicato scorci di Cortina e, subito dopo, immagini del trionfo. Ha persino rilanciato un video girato dalla migliore amica della sciatrice.

Mentre era lì, seduto in tribuna.


Federica Brignone e la nuova fase della sua vita

Sempre riservatissima sulla vita privata, Federica Brignone non ha commentato ufficialmente. Nessuna dichiarazione, nessuna foto insieme. Solo segnali.

Ma nello sport come nella cronaca mondana, i segnali contano. E l’immagine di quel cappellino tigrato accanto alla famiglia, nel giorno che l’ha consacrata leggenda, è destinata a restare.

Due ori olimpici. Una caduta superata contro ogni pronostico. E forse un amore che accompagna la nuova stagione della sua vita.

Perché le Olimpiadi si vincono con le gambe e con la testa. Ma, qualche volta, anche con il cuore.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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