Livorno sotto choc per la morte di Federico Frusciante
La notizia si è diffusa rapidamente nel pomeriggio di domenica 15 febbraio: Federico Frusciante è morto improvvisamente nella sua abitazione di via San Carlo, a Livorno. Aveva 52 anni, compiuti lo scorso agosto.
Un malore lo ha strappato all’affetto della moglie Eleonora, dei familiari e di una comunità – cittadina e digitale – che da anni lo considerava un punto fermo. Non solo per la competenza, ma per l’indipendenza di giudizio e la coerenza mai negoziata.
Dal Videodrome al web: una vita controcorrente
Nato a Pontedera nel 1973, a 25 anni Frusciante aveva aperto a Livorno un negozio di noleggio film destinato a diventare un’istituzione: il Videodrome, nome ispirato all’omonimo film di David Cronenberg del 1983.
Quel negozio non era soltanto un’attività commerciale. Era un presidio culturale, un luogo di confronto, una piccola cineteca urbana capace di resistere per oltre vent’anni all’arrivo delle multinazionali, allo streaming illegale e alla progressiva scomparsa della cultura del noleggio.
Frusciante denunciava spesso la mancanza di normative efficaci contro la pirateria e l’assenza di politiche strutturali a sostegno del settore. Nel 2022 la chiusura del Videodrome aveva segnato simbolicamente la fine di un’epoca.
Uno stile diretto, mai allineato
Sul web aveva trovato una seconda, amplissima platea. Il suo canale YouTube e i profili social contavano centinaia di migliaia di follower, attratti da recensioni mai convenzionali.
Non inseguiva l’hype del momento né il consenso facile. Alternava blockbuster a opere dimenticate, cinema mainstream a produzioni indipendenti, con un linguaggio personale, colto ma accessibile, diretto e spesso tagliente.
Tra le sue ultime recensioni pubblicate figurano Martyrs (2008) di Pascal Laugier, Il club degli imperatori (2002) e I tre marmittoni (2012). Analisi che spaziavano dal cinema di genere al dramma psicologico, sempre con la stessa intensità critica.
I Criticoni e il sogno della Casa del Cinema
Negli ultimi anni aveva dato vita al progetto “I Criticoni”, insieme a Francesco Alò, Davide Marra (Mr. Marra) e Mattia Ferrari (Victorlaszlo88), costruendo un format di dibattito seguito da un pubblico in costante crescita.
Era stato invitato a tenere lezioni non convenzionali in ambito universitario e aveva partecipato come giurato a diversi festival internazionali.
Tra i suoi sogni rimasti incompiuti, una Casa del Cinema a Livorno: un luogo stabile dedicato alla cultura cinematografica. Un progetto che non aveva trovato seguito istituzionale.
L’ultimo saluto
La scomparsa di Frusciante ha generato un’ondata di messaggi di cordoglio da parte di colleghi, spettatori e semplici appassionati. Per molti era una guida nel mare dell’offerta audiovisiva contemporanea, capace di indicare percorsi alternativi e stimolare pensiero critico.
La famiglia ha reso noto che la salma sarà esposta alla camera mortuaria del Cimitero dei Lupi di Livorno dalle ore 15 di lunedì 16 febbraio fino alle 12 di martedì 17 febbraio.
Con Federico Frusciante se ne va una voce autonoma, un animatore culturale, un interprete appassionato della settima arte.
Ma restano le sue analisi, i suoi video, le discussioni accese, le scoperte inattese. E un’eredità culturale che continuerà a vivere ogni volta che qualcuno, cercando un film fuori dai circuiti dominanti, si imbatterà in una sua recensione.

