Un falso medico, una chat e l’incubo nascosto
Dietro la maschera di un presunto ginecologo si celava un sistema di abusi inquietante. Una vicenda che arriva dal Salento e che scuote l’opinione pubblica per la sua brutalità e per un dettaglio ancora più sconvolgente: il coinvolgimento diretto della madre della vittima.
Chi è il finto ginecologo arrestato e come agiva?
L’uomo, un 71enne, si presentava come un esperto in grado di risolvere problemi medici e sentimentali. In realtà, secondo le accuse, era una sorta di “santone” che utilizzava preghiere, consigli e pratiche pseudo-scientifiche per conquistare la fiducia delle sue vittime.
Un copione costruito con attenzione: empatia, ascolto e manipolazione, fino a ottenere ciò che voleva. Tra le richieste più inquietanti, l’invio di foto intime, giustificate come necessarie per presunte “cure”.
Come è partita l’indagine? Il coraggio decisivo di un padre
L’inchiesta, coordinata dalla pm Maria Rosaria Petrolo, è partita nell’agosto 2024 grazie a un episodio chiave.
Il padre di una 17enne scopre una chat sospetta tra la figlia e l’uomo. Nei messaggi, il sedicente guaritore insiste nel chiedere immagini intime per “curarla”.
Un dettaglio che fa scattare l’allarme.
Il genitore decide allora di affrontarlo direttamente. Ne nasce una colluttazione, durante la quale riesce a sottrargli il cellulare. Quel dispositivo diventerà la prova principale.
Cosa c’era nel cellulare: centinaia di file e una verità agghiacciante
Una volta consegnato ai carabinieri, il telefono rivela uno scenario drammatico.
All’interno vengono trovati:
- centinaia di video,
- circa 200 fotografie,
- chat compromettenti.
Ma soprattutto emerge l’elemento più grave: gli abusi su una bambina di 8 anni, documentati in modo sistematico.
Materiale che, secondo gli inquirenti, testimonia violenze protratte nel tempo.
Il ruolo della madre: accuse pesantissime
A rendere la vicenda ancora più sconvolgente è la posizione della madre della bambina, una donna di 52 anni.
Secondo l’accusa, avrebbe avuto un ruolo attivo:
- organizzava gli incontri,
- partecipava agli abusi,
- filmava e fotografava le violenze,
- inviava il materiale all’uomo.
La gip Anna Paola Capano ha parlato di una “singolare pervicacia”, sottolineando come la donna abbia tradito il suo ruolo primario di protezione.
Un comportamento che ha esposto la bambina a una situazione definita “perversa” e totalmente fuori controllo.
Arresti e accuse: violenza aggravata e materiale illecito
All’alba i carabinieri hanno arrestato entrambi gli indagati. Le accuse sono gravissime:
violenza sessuale aggravata,
produzione e detenzione di materiale illecito su minori.
Sono stati sequestrati anche dispositivi informatici che potrebbero contenere ulteriori prove.
Nelle prossime ore è previsto l’interrogatorio di garanzia.
Le vittime e le conseguenze: una bambina da proteggere
Le vittime accertate sono due:
- una bambina di 8 anni, figlia della donna;
- una ragazza oggi 18enne, coinvolta nella fase iniziale dell’indagine.
La minore è stata affidata a una comunità protetta, dove inizierà un percorso di recupero psicologico.
Un caso che accende i riflettori su un fenomeno pericoloso
Questa vicenda mette in evidenza un aspetto inquietante: la facilità con cui figure come i falsi guaritori riescono a infiltrarsi nella vita delle persone.
Promesse di cure alternative, linguaggi pseudo-medici, costruzione di fiducia: strumenti che, se usati in modo distorto, possono diventare armi pericolosissime.
E quando a cedere è anche il contesto familiare, le conseguenze diventano devastanti.

