Joshua Kershaw morto in Thailandia: cosa è successo davvero?
Un viaggio iniziato da poche ore e finito in tragedia. Joshua Kershaw, 21 anni, originario di Wakefield, nel West Yorkshire, è morto in circostanze ancora poco chiare a Bangkok.
Il giovane giardiniere britannico era arrivato in Thailandia da appena dieci ore quando è stato trovato senza vita nella sua stanza d’albergo.
Un caso che, con il passare dei giorni, si è trasformato in un vero e proprio giallo internazionale.
La donna misteriosa: perché la famiglia la sta cercando
Al centro della vicenda c’è una figura chiave: una donna non ancora identificata, vista con Joshua poche ore prima della sua morte.
La madre del ragazzo, Jenny, ha diffuso sui social una fotografia della donna — ripresa con una tuta beige, un cellulare in mano e un marsupio nero — chiedendo aiuto per identificarla.
Nel suo appello scrive:
“Stiamo cercando urgentemente di parlare con questa donna. È davvero importante per noi.”
Secondo la famiglia, la donna sarebbe stata in possesso anche degli effetti personali di Joshua, tra cui telefono e borsa.
Un dettaglio che potrebbe rivelarsi decisivo per ricostruire le ultime ore di vita del giovane.
Le ultime ore prima della morte: tra bar e ospedale
Joshua era stato visto bere con la donna in un bar di Bangkok.
Durante la serata aveva mangiato pizza e pollo fritto prima di sentirsi male al Magic Table, locale della zona. Alle 2:30 del mattino era stato portato in ospedale in ambulanza.
Dopo le dimissioni, però, sarebbe tornato a bere fino alle 5:45 del mattino, prima di rientrare in hotel con due bottiglie di birra.
Poche ore dopo, nel pomeriggio del 13 gennaio, una cameriera lo ha trovato morto nella sua stanza, situata in Sukhumvit 7/1, una zona nota per la presenza di locali notturni e attività a luci rosse.
Overdose o omicidio? Le ipotesi degli investigatori
Inizialmente si era parlato di overdose.
Ma il quadro si è complicato.
Secondo quanto riferito dalla famiglia, nel corpo di Joshua Kershaw sarebbero state trovate sette diverse sostanze in livelli estremamente elevati, un elemento che ha spinto a rivalutare il caso.
Le autorità thailandesi non escludono alcuna ipotesi.
Il tenente colonnello Pairat Khamlee ha chiarito:
“L’omicidio non è stato escluso. Stiamo valutando tutte le possibilità.”
Allo stato attuale, le indagini restano aperte e nessuna pista è stata definitivamente scartata.
La seconda autopsia e i dubbi della famiglia
A rafforzare i dubbi è arrivata una decisione importante dal Regno Unito.
Un medico legale ha disposto una seconda autopsia, ritenendo che “diverse cose non tornavano” nei primi risultati.
La zia di Joshua, Jade Kershaw (31 anni), ha confermato:
“Speriamo che questa possa chiarire definitivamente le cause della morte.”
Un passaggio che potrebbe cambiare l’intera interpretazione del caso.
Ritardi e ombre: perché la famiglia è stata informata dopo 8 giorni
A rendere ancora più dolorosa la vicenda, un dettaglio inquietante.
La famiglia è stata informata della morte di Joshua solo otto giorni dopo il ritrovamento del corpo.
Secondo quanto emerso, si sarebbe trattato di un “errore umano”: l’agente intervenuto non avrebbe informato l’ambasciata britannica.
Un ritardo che ha alimentato rabbia e sospetti.
Una famiglia in cerca di verità
Oggi, la famiglia Kershaw chiede risposte.
“Crediamo che Joshua meriti un’indagine completa e approfondita. Nessuna famiglia dovrebbe lottare così per sapere come è morto un proprio caro.”
Nel frattempo, quella foto continua a circolare.
Un volto senza nome, una possibile testimone chiave.
E forse, l’ultima possibilità per capire cosa è davvero successo a Joshua Kershaw in quelle poche, misteriose ore a Bangkok.

