Il luogo della tragedia e Domenico RacanatiIl luogo della tragedia e Domenico Racanati

Dove si trovava Domenico Racanati prima della scomparsa?

Un’uscita all’alba, come tante altre, ma questa volta senza ritorno. Domenico Racanati, 53 anni, pescatore di Bisceglie, lascia casa alle quattro del mattino. La moglie Vanessa dorme ancora. “Non ho potuto neppure salutarlo”, racconta tra le lacrime. È l’inizio di una storia che, nel giro di poche ore, si trasforma in un caso nazionale.

Doveva raggiungere Ortona per avviare una nuova attività legata alla pesca. Aveva già portato con sé le reti, pronto a ripartire. Ma a destinazione non è mai arrivato.

Cosa è successo sul ponte crollato sul Trigno?

Il ponte sulla Statale 16, tra Molise e Abruzzo, cede sotto la furia del maltempo. Il fiume Trigno è in piena, l’acqua travolge tutto. Secondo le prime ricostruzioni, proprio in quel momento l’auto di Racanati — una Fiat Bravo — viene inghiottita.

Un automobilista che lo precedeva riesce a salvarsi. Lui no.

I soccorritori trovano elementi che gelano il sangue: la targa e parti della carrozzeria incastrate tra un pilone e un tronco. Il paraurti è ancora lì, come un segnale muto. Il resto dell’auto, invece, è scomparso.

Le parole della moglie: “Temo il peggio”

Vanessa non si aggrappa a illusioni facili. La sua voce è rotta, ma lucida:
“Ho saputo che il paraurti è stato trovato… temo il peggio”.

Poi il dettaglio che pesa più di tutto:
“L’ho sentito alle 9 del mattino, poi il silenzio”.

Una telefonata che potrebbe essere stata l’ultima. Secondo gli inquirenti, Domenico era proprio al telefono con la moglie quando la piena ha travolto il ponte. Un frammento di quotidianità trasformato in tragedia.

A casa, con lei, ci sono le due figlie, 22 e 16 anni. Aspettano. Sperano. Ma la paura è ormai entrata in ogni stanza.

Perché si indaga per omicidio colposo?

La Procura di Larino ha aperto un fascicolo che inizialmente parlava di crollo colposo. Ora l’ipotesi è più grave: omicidio colposo.

Il motivo? Il ponte era chiuso già dalla sera precedente. Non per problemi strutturali, ma per allagamenti causati dall’esondazione del fiume.

E qui emerge il punto cruciale: qualcuno è passato lo stesso.

Filmati e testimonianze indicano che almeno due veicoli abbiano attraversato il tratto interdetto. Uno si è fermato in tempo. L’altro — quello di Racanati — no.

Il nodo dei controlli: strada davvero chiusa?

Le barriere c’erano: new jersey in plastica e segnaletica installati da ANAS. Ma bastavano davvero?

Gli investigatori stanno verificando:

  • la presenza effettiva di controlli
  • la gestione delle chiusure
  • eventuali percorsi alternativi utilizzati dagli automobilisti

Non si esclude che alcuni conducenti abbiano aggirato il blocco percorrendo tratti contromano.

Una dinamica già vista altrove, in giorni di emergenza. Automobilisti che spostano transenne, ignorano divieti, sottovalutano il rischio.

Le ricerche tra fiume e mare: cosa sta emergendo

Vigili del fuoco, sommozzatori e Guardia costiera stanno lavorando senza sosta. Le operazioni si concentrano nel tratto del fiume dove è crollato il ponte, ma anche alla foce, dove il Trigno si getta in mare.

Tecnologie speciali scandagliano i fondali. Il miglioramento del meteo potrebbe finalmente facilitare le operazioni.

L’ultima posizione del cellulare di Domenico lo colloca a Termoli. Poi più nulla.

Un territorio in ginocchio e una tragedia simbolo

Il Basso Molise e parte dell’Abruzzo sono devastati dal maltempo. Fango, strade distrutte, danni per centinaia di milioni.

Ma la storia di Domenico Racanati è diventata il simbolo di qualcosa di più grande:
la fragilità delle infrastrutture, la gestione delle emergenze, e quel sottile confine tra imprudenza e fatalità.

E soprattutto, il dolore di chi resta.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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