Chiara Mammola e la chiesa Matrice di Polistena dove si è officiato il funeraleChiara Mammola e la chiesa Matrice di Polistena dove si è officiato il funerale

Cosa è successo a Polistena

Un pomeriggio qualunque trasformato in tragedia. Chiara Mammola, appena cinque anni, ha perso la vita dopo essere stata travolta dal trattore guidato dal padre, in una zona di campagna alla periferia della cittadina calabrese.

Un episodio che lascia senza parole e che, al momento, presenta ancora molti punti da chiarire. La dinamica non è stata completamente ricostruita: gli inquirenti stanno cercando di capire se la bambina si trovasse sul mezzo agricolo e sia caduta improvvisamente, oppure se fosse scesa durante una manovra, finendo tragicamente sotto il trattore.


Il momento della tragedia: lavoro nei campi e un attimo fatale

Erano da poco passate le 18 quando si è consumato il dramma in contrada Monte. Il padre della piccola, impegnato nei lavori agricoli, si trovava nel terreno di famiglia. Con lui c’erano i due figli: Chiara e il fratello più grande. La mamma, Marta Spanò, originaria di Giffone, era a lavoro in un ipermercato sulla circonvallazione.

Secondo una prima ricostruzione, la bambina sarebbe salita sul trattore insieme al padre, mentre il fratello si trovava poco distante. Mancavano gli ultimi metri da arare quando qualcosa è andato storto.

In pochi istanti, senza che nessuno potesse intervenire, la piccola è finita sotto il mezzo agricolo, riportando ferite gravissime. Una scena drammatica, che si è consumata nel silenzio di una campagna diventata improvvisamente teatro di dolore.


I soccorsi e lo choc della famiglia

Quando è stato dato l’allarme, i sanitari del 118 sono intervenuti rapidamente. Ma ogni tentativo si è rivelato inutile: per Chiara non c’era più nulla da fare.

La madre, che al momento dell’incidente si trovava al lavoro, è stata raggiunta dalla notizia poco dopo. Intorno alla famiglia si è subito stretto un clima di disperazione e incredulità.


Indagini in corso: cosa vogliono chiarire gli investigatori

Le forze dell’ordine stanno lavorando per ricostruire con precisione quanto accaduto. L’obiettivo è stabilire se si sia trattato di una caduta accidentale dal mezzo o di un movimento improvviso durante una manovra.

Un dettaglio fondamentale, che potrebbe chiarire la sequenza esatta degli eventi e definire le responsabilità, se presenti. Per ora, però, resta il dato più evidente: una tragedia maturata in pochi secondi, in un contesto familiare e quotidiano.


Il lutto cittadino e l’ultimo saluto

La notizia ha attraversato in poche ore l’intera comunità di Polistena, lasciando sgomento e silenzio. Sconvolti i nonni della piccola. Il sindaco Michele Tripodi ha proclamato il lutto cittadino nel giorno dei funerali celebratisi nel pomeriggio di oggi alla chiesa Matrice di Polistena, 17 aprile, invitando la cittadinanza al raccoglimento. Un intero paese si è stretto alla famiglia.

Parole che fotografano il sentimento diffuso: un dolore collettivo, che va oltre la cronaca e tocca nel profondo un’intera comunità.

“Un momento di immenso sconforto e lutto”, lo definisce l’amministrazione comunale, che si è stretta attorno alla famiglia con un messaggio di vicinanza.


Una tragedia che lascia domande e silenzi

Quella di Chiara è una storia che si interrompe troppo presto, in un contesto che dovrebbe essere familiare e sicuro. Una tragedia che riporta l’attenzione anche sui rischi legati ai mezzi agricoli, soprattutto in presenza di minori.

Ma oggi, più di ogni altra cosa, resta il vuoto. Un dolore difficile da raccontare, che si traduce in silenzio, incredulità e lacrime.

E mentre le indagini proseguono, Polistena si ferma. Per ricordare una bambina di cinque anni, travolta da un destino che nessuno avrebbe mai potuto immaginare.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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