Castelforte, la tragedia in piscina: il racconto choc del padre
Bastano pochi secondi, un attimo che separa la normalità da una tragedia irreversibile. È in quei momenti che si consuma la morte di Gabriele Ubaldo Petrucci, il bambino di 7 anni risucchiato dal bocchettone di una piscina termale durante una festa di compleanno.
A parlare ora è il padre, con una ricostruzione drammatica che aggiunge nuovi elementi a una vicenda già sconvolgente.
“Mi chiedeva di entrare in vasca – racconta – ho preso il telefono per posarlo sul lettino. Un attimo, mi giro… e non lo vedo più”.
“Era dentro il tubo”: il tentativo disperato di salvarlo
La scena che segue è agghiacciante. Il padre cerca il figlio, guarda nell’acqua e si accorge di qualcosa che non dovrebbe essere possibile.
“Ho visto il corpicino rannicchiato, con il braccio dentro quel tubo di aspirazione”.
La reazione è immediata, istintiva. Prova a tirarlo fuori con le mani, ma non ci riesce. La forza dell’impianto è troppo forte.
“Ho sentito resistenza. Ho urlato, sono arrivati altri uomini. In tre non riuscivamo a liberarlo”.
Solo dopo lo spegnimento dell’idrovora è stato possibile estrarlo. Ma ormai era troppo tardi.
“Ha lottato come un leone”, dice il padre, con parole che restituiscono tutta la disperazione di quei momenti.
Il bocchettone senza protezione: i dubbi sulla sicurezza
Al centro dell’inchiesta c’è proprio quel bocchettone. Secondo quanto denunciato dalla famiglia, sarebbe stato privo della griglia di protezione.
“Non era l’unico – spiega il padre a Dentro la notizia– gli altri erano coperti. Proprio quello sotto le cascate era aperto”.
Un dettaglio che, se confermato, potrebbe risultare decisivo per le responsabilità.
Lo stesso genitore avrebbe mostrato agli investigatori quanto fosse ampio il rischio: “In quel buco entrava anche il braccio di un adulto”.
L’indagine della Procura: verifiche su impianti e vigilanza
La Procura di Cassino ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti.
Gli accertamenti si stanno concentrando su più fronti: lo stato di manutenzione dell’impianto di aspirazione, la presenza e la posizione del bagnino nei momenti cruciali, e le eventuali responsabilità nella gestione della struttura.
Sotto la lente anche la presenza di personale tecnico sul posto e la natura di eventuali interventi di manutenzione in corso.
Il mistero della griglia: dov’era al momento della tragedia?
Uno dei punti più delicati riguarda la griglia di sicurezza.
Secondo il legale della famiglia, il bocchettone sarebbe stato scoperto e la griglia sarebbe stata trovata lontano dal punto in cui avrebbe dovuto trovarsi.
Due le ipotesi: o non è stata rimontata dopo un intervento, oppure era stata posizionata male ed è saltata.
In entrambi i casi, un elemento che potrebbe pesare nell’inchiesta.
Autopsia e primi indagati: i prossimi passi
Nei prossimi giorni verrà effettuata l’autopsia, passaggio fondamentale per chiarire le cause precise del decesso.
Contestualmente potrebbero arrivare i primi nomi nel registro degli indagati, atto necessario per procedere con gli accertamenti tecnici irripetibili.
“Non deve succedere più”: l’appello della famiglia
Il dolore si trasforma in denuncia.
“Questa è incuria, negligenza – accusa il padre – una famiglia non può partire in tre e tornare in due”.
Poi l’appello, che va oltre il caso personale: “Chiediamo giustizia, ma soprattutto che non succeda mai più a nessun altro bambino”.

