La tragedia pochi giorni prima del compleanno
Aveva solo 12 anni e stava giocando su un’altalena quando un ramo si è spezzato, colpendola fatalmente. Brooke Wiggins è morta il 9 novembre 2024 a Banstead, nel Surrey, pochi giorni prima di compiere 13 anni.
Una tragedia improvvisa che oggi torna al centro dell’attenzione dopo quanto emerso durante l’inchiesta aperta presso il tribunale del coroner di South London.
L’altalena “da rimuovere”: cosa emerge dall’inchiesta
Il punto più delicato riguarda proprio quell’altalena di corda. Secondo quanto emerso in aula, avrebbe dovuto essere rimossa mesi prima.
L’albero, di proprietà del Consiglio della contea di Surrey, era stato ispezionato nel maggio 2022 e avrebbe dovuto essere controllato nuovamente nel maggio 2024. Ma quell’ispezione non è mai avvenuta.
Secondo il legale della famiglia, se i controlli fossero stati eseguiti regolarmente, l’altalena sarebbe stata rimossa “come previsto dalle norme” e la tragedia avrebbe potuto essere evitata.
La posizione del Consiglio: “Non sarebbe cambiato molto”
Diversa la posizione dei rappresentanti del Consiglio della contea, secondo cui anche un’ispezione non avrebbe necessariamente portato a un esito diverso.
Una tesi che, però, si scontra con il dolore e le domande della famiglia, che continua a chiedere chiarezza su eventuali responsabilità.
Il dolore dei genitori: “Se qualcuno avesse fatto il proprio lavoro…”
In aula sono state lette le dichiarazioni dei genitori, tra i momenti più toccanti dell’inchiesta.
La madre, Claire Etherington, ha descritto Brooke come una ragazza “bellissima, premurosa e piena di vita”, capace di illuminare ogni stanza.
Amava ballare, cantare, l’arte e la fotografia. “Non usciva mai senza le ciglia finte”, ha ricordato, sottolineando la sua personalità vivace e creativa.
Ancora più duro lo sfogo del padre, Lee Wiggins:
“Se solo le persone avessero fatto il loro lavoro come si deve… Brooke sarebbe ancora qui.”
Parole che racchiudono tutta la rabbia e il dolore di una perdita che appare, almeno in parte, evitabile.
Un’inchiesta “terribile”
Il vice coroner Ivor Collett ha definito il caso “particolarmente triste”, sottolineando la difficoltà di affrontare una vicenda che riguarda la morte di una bambina.
“Non ci sono inchieste felici, ma questa è terribile”, ha detto, rivolgendosi alla famiglia e riconoscendo l’immenso dolore per la perdita.
Una verità ancora da chiarire
L’inchiesta è ancora in corso e dovrà stabilire se vi siano responsabilità legate alla mancata manutenzione e ai controlli non effettuati.
Resta una certezza: la morte di Brooke Wiggins ha aperto interrogativi profondi sulla sicurezza degli spazi pubblici e sui controlli che dovrebbero prevenire tragedie come questa.

