Da sinistra il fratello di Liliana Resinovich e Sebastiano VisintinDa sinistra il fratello di Liliana Resinovich e Sebastiano Visintin

Visintin replica: “La mia presenza avrebbe creato tensioni”

Dopo le polemiche per la sua assenza al funerale bis di Liliana Resinovich, Sebastiano Visintin interviene e chiarisce la sua posizione. Le sue parole segnano un passaggio importante nel racconto di questi giorni, segnati da dolore e tensioni familiari.

“Sapevo che la mia presenza al funerale avrebbe innescato problemi e polemiche. I rapporti con i familiari non sono mai stati buoni. Non sono mai stato accettato dalla famiglia.” – ha riferito a Dentro la notizia.

Una spiegazione che punta a spegnere le accuse e a motivare una scelta che ha fatto discutere. Visintin parla apertamente anche del dolore personale vissuto dopo la morte della moglie:

“Ho sofferto molto in questi giorni, mi domando che vita è senza Liliana. Tutto mi parla di lei a casa. Non essere stato al funerale è un dolore ancora più forte.”


Il riferimento alle accuse: “Capisco il loro stato d’animo”

Visintin risponde indirettamente anche alle parole del fratello di Lilly, che dopo le esequie l’ha nuovamente accusato.

“Posso capirlo, so che nasce da questo loro dolore e da questo momento difficile. Resto in silenzio, non mi preoccupo di queste affermazioni perché sono dovute al loro stato d’animo.”

Una linea difensiva improntata alla cautela, che evita lo scontro diretto ma conferma la distanza tra lui e la famiglia di Liliana Resinovich.


Il secondo funerale a Trieste: cerimonia privata senza il marito

Le dichiarazioni arrivano 24 ore dopo il secondo funerale di Liliana Resinovich, al cimitero di Sant’Anna di Trieste, dopo il rientro della salma da Milano.

La cerimonia si è tenuta in forma privata, con la presenza di pochi familiari e amici. Tra i presenti il fratello Sergio e la cugina Silvia Radin, che ha tenuto con sé un ritratto della donna.

Molti hanno indossato una spilletta bianca con la scritta “Lilly io ci sono”, accompagnata da un cuore e da una scarpetta rossa, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne.


Le parole del fratello: accuse pesanti

Al termine della funzione, il fratello Sergio Resinovich ha ribadito le sue convinzioni:

“Io sono sicuro che Sebastiano sa tutto. Se non è stato lui materialmente, sa chi è stato.”

Parole dure, che confermano un clima di forte tensione e sospetto. Secondo Sergio, anche l’assenza al funerale sarebbe coerente con questo quadro:

“Bene che oggi non sia venuto.”


Una vicenda ancora aperta

Il caso di Liliana Resinovich resta al centro delle indagini della Procura di Trieste. La donna era scomparsa il 14 dicembre 2021 ed è stata ritrovata morta il 5 gennaio successivo.

Negli anni, la ricostruzione è cambiata più volte, passando dall’ipotesi iniziale di suicidio a nuovi accertamenti medico-legali che hanno riaperto scenari diversi.

La famiglia continua a chiedere verità e giustizia, mentre le dichiarazioni di Sebastiano Visintin riaccendono il confronto pubblico su una vicenda che resta ancora senza una risposta definitiva.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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