Giovane muratore ucciso a MonserratoGiovane muratore ucciso a Monserrato

Leonardo Mocci ucciso nel cortile di un palazzo

Un solo colpo di pistola, esploso con precisione, ha spezzato la vita di un ragazzo di 23 anni nella notte a Monserrato, nell’hinterland di Cagliari. Leonardo Mocci, muratore residente a Villacidro, si trovava nel cortile di un palazzo in via Settimio Severo quando è stato centrato al petto.

Secondo le prime ricostruzioni, il colpo sarebbe stato fatale fin da subito. Nonostante questo, il ragazzo avrebbe tentato di mettersi in salvo, riuscendo a percorrere alcuni metri prima di crollare sull’asfalto, ormai privo di forze.


L’allarme e i soccorsi

La chiamata al 118 è arrivata poco dopo la mezzanotte, intorno alle 00:15 del 23 aprile. Chi ha dato l’allarme ha parlato di un giovane a terra, ferito gravemente.

Sul posto è intervenuta in pochi minuti un’ambulanza medicalizzata. I sanitari hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione, ma ogni tentativo si è rivelato inutile. Le condizioni del 23enne erano disperate: il proiettile, secondo quanto emerso, avrebbe perforato il cuore.

La morte è stata constatata sul posto.


La scena del crimine e i rilievi

L’area è stata immediatamente isolata dai carabinieri per consentire i rilievi tecnici. Via Settimio Severo è rimasta transennata per ore, mentre gli investigatori lavoravano alla ricerca di elementi utili.

Sul posto sono intervenuti i militari della Compagnia di Quartu Sant’Elena insieme al Nucleo investigativo del Comando provinciale di Cagliari. Ogni dettaglio viene analizzato: dalla traiettoria del colpo alla posizione del corpo, fino a eventuali tracce lasciate dall’aggressore.


Testimoni e telecamere: la caccia a chi ha sparato

Le indagini sono partite immediatamente. Gli inquirenti stanno ascoltando i residenti della zona, nella speranza che qualcuno abbia visto o sentito qualcosa nei minuti precedenti o successivi allo sparo.

L’area è densamente abitata e non si esclude che qualcuno possa aver assistito, anche solo parzialmente, alla scena.

Fondamentale sarà anche l’analisi delle telecamere di videosorveglianza presenti nelle vicinanze. Le immagini potrebbero fornire elementi decisivi per identificare chi ha sparato e ricostruire la fuga.


Il movente: si scava nella vita del giovane

Parallelamente, i carabinieri stanno lavorando per ricostruire le ultime ore di vita del 23enne. Chi ha incontrato? Dove si trovava prima di arrivare in via Settimio Severo? E soprattutto: perché era lì?

Sono domande centrali per capire il contesto dell’omicidio. Gli investigatori stanno verificando anche le sue frequentazioni, senza escludere alcuna pista.

Al momento non emergono certezze sul movente: potrebbe trattarsi di un regolamento di conti, di una lite degenerata o di un agguato mirato.


Una comunità sotto shock

La notizia si è diffusa rapidamente tra Monserrato e Villacidro, lasciando sgomenti amici e conoscenti. Il profilo che emerge è quello di un giovane lavoratore, senza apparenti legami con ambienti criminali.

Un omicidio avvenuto nel silenzio della notte, in un contesto urbano, che riaccende l’allarme sicurezza e lascia aperti interrogativi pesanti.

Chi ha sparato lo ha fatto con freddezza e precisione. Ora la priorità degli investigatori è dare un nome e un volto all’assassino.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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