La 15enne è stata soccorsa dagli operatori del 118 ad OstuniLa 15enne è stata soccorsa dagli operatori del 118 ad Ostuni

Notte di paura nella Città Bianca: studentessa perde conoscenza, soccorsi d’urgenza

Una gita scolastica si trasforma in emergenza sanitaria a Ostuni. Una studentessa di 15 anni è finita in coma etilico dopo aver bevuto alcol nascosto in una borraccia. È il secondo episodio in pochi giorni nella stessa località, un dettaglio che riaccende il dibattito sulla sicurezza durante i viaggi d’istruzione.


La dinamica: alcol nascosto e malore improvviso

I fatti si sono verificati nella notte tra il 29 e il 30 aprile a Ostuni.

La giovane, in gita con l’istituto Corridoni-Campana di Osimo, avrebbe portato con sé un mix di superalcolici nascosto all’interno di una normale borraccia.

Una volta rientrata in albergo, insieme ad alcuni compagni, avrebbe consumato il contenuto, a base di vodka.

Poco dopo, però, la situazione è precipitata: la ragazza ha accusato un grave malore fino a perdere conoscenza.


I soccorsi: ritardi e paura tra i compagni

Un elemento che emerge e che fa discutere riguarda i momenti immediatamente successivi.

Alcuni studenti presenti in camera avrebbero inizialmente sottovalutato la gravità della situazione, temendo possibili conseguenze disciplinari. Solo dopo diversi minuti sono stati avvisati i docenti.

A quel punto è scattata la chiamata al 118.

La 15enne è stata trasportata d’urgenza in ospedale e monitorata per tutta la notte. Un insegnante è rimasto al suo fianco fino al risveglio.

Le sue condizioni, fortunatamente, non sono risultate critiche.


Il ritorno a casa e le reazioni

I genitori, informati dell’accaduto, hanno raggiunto Ostuni e riportato la figlia a casa il giorno successivo.

La famiglia ha riconosciuto l’errore e ha espresso le proprie scuse.

Nel frattempo, l’istituto ha adottato provvedimenti disciplinari nei confronti degli studenti coinvolti.


Il secondo caso: un segnale che preoccupa

Non si tratta di un episodio isolato.

Negli stessi giorni, un’altra minorenne, anch’essa in gita a Ostuni, è stata soccorsa per coma etilico. Entrambe non sono in pericolo di vita, ma il dato è significativo.

Questo è il punto che cambia la prospettiva: due casi ravvicinati nello stesso contesto.


Il dibattito: controlli e responsabilità

L’episodio ha acceso un confronto tra famiglie e scuola.

Da una parte, alcuni genitori chiedono maggiore vigilanza e controlli più severi durante le gite.

Dall’altra, la dirigente scolastica ha ribadito il valore educativo dei viaggi d’istruzione, sottolineando che i docenti operano nel rispetto delle regole e su base volontaria.

Il tema resta aperto: sicurezza e responsabilità condivisa.


Non solo una bravata: cosa significa davvero

Non è il primo caso di abuso di alcol tra minorenni, ma qui emerge un elemento preciso: la facilità con cui è stato aggirato ogni controllo.

Una borraccia, un gesto apparentemente banale, si è trasformato in un rischio concreto.

Una notte che poteva finire molto peggio.

E che oggi lascia una domanda inevitabile: quanto sono davvero efficaci i controlli durante queste esperienze?

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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