La crociera si è trasformata in tragedia sulla MV HondiusLa crociera si è trasformata in tragedia sulla MV Hondius

Hantavirus sulla Hondius, proseguono le indagini sui contagi

L’Organizzazione Mondiale della Sanità prova a spegnere l’allarme internazionale nato attorno al focolaio di Hantavirus registrato sulla nave da crociera MV Hondius. Dopo giorni di preoccupazione e attenzione mediatica, l’Oms ha chiarito che la situazione “non rappresenta l’inizio di un’epidemia” né tantomeno di una pandemia.

A intervenire è stata Maria Van Kerkhove, responsabile del Dipartimento Oms per la prevenzione e la preparazione alle epidemie e pandemie, durante un briefing a Ginevra.

Parole che arrivano mentre proseguono le verifiche sanitarie e le indagini epidemiologiche legate ai casi emersi a bordo della nave, già teatro di tre decessi collegati al virus.

Perché l’Oms sta cercando di rassicurare

L’intervento dell’Oms arriva in una fase delicata, con molti Paesi che stanno monitorando la vicenda dopo la diffusione della notizia del focolaio sulla Hondius.

L’organizzazione ha voluto chiarire che, allo stato attuale, non ci sono elementi che facciano pensare a una diffusione globale incontrollata del virus.

Allo stesso tempo però l’Oms considera il caso un importante campanello d’allarme sulla necessità di investire nella ricerca sui patogeni emergenti.

“Trattamenti, test e vaccini salvano vite umane”, ha ricordato Van Kerkhove, sottolineando come situazioni di questo tipo dimostrino l’importanza della preparazione sanitaria internazionale.

Il viaggio della coppia morta e il sospetto sul ceppo Andes

Uno dei punti centrali delle indagini riguarda il viaggio effettuato prima dell’imbarco dai primi due pazienti deceduti, marito e moglie.

Secondo quanto spiegato dal direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, la coppia aveva partecipato a un viaggio di birdwatching tra Argentina, Cile e Uruguay, visitando aree in cui è presente il roditore associato al ceppo Andes dell’Hantavirus.

Si tratta di una variante particolarmente osservata dagli esperti perché in passato ha mostrato caratteristiche differenti rispetto ad altri ceppi conosciuti.

L’Oms sta collaborando con le autorità argentine proprio per ricostruire gli spostamenti effettuati dalla coppia prima della partenza sulla nave.

I controlli sui passeggeri e il coinvolgimento di 12 Paesi

Nel frattempo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha informato dodici Paesi i cui cittadini si trovavano a bordo della Hondius e sono sbarcati successivamente a Sant’Elena.

Tra gli Stati coinvolti figurano Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Canada, Svizzera e Paesi Bassi.

L’obiettivo è monitorare eventuali sintomi tra i passeggeri e ricostruire possibili contatti a rischio.

L’Oms sta inoltre collaborando con le autorità sanitarie del Sudafrica per rintracciare le persone che hanno viaggiato sullo stesso volo della donna poi deceduta a Johannesburg.

La decisione delle Canarie sulla nave Hondius

Nel frattempo le autorità spagnole hanno deciso che la nave non attraccherà direttamente nel porto di Granadilla, a Tenerife.

Il presidente delle Canarie, Fernando Clavijo, ha spiegato che la Hondius resterà alla fonda al largo per ridurre ulteriormente ogni possibile rischio sanitario.

I passeggeri verranno trasferiti con imbarcazioni dedicate e accompagnati in sicurezza verso l’aeroporto per il rimpatrio.

Anche i controlli medici saranno effettuati direttamente a bordo, utilizzando specifici protocolli di sicurezza e dispositivi di protezione.

Perché il caso continua a essere monitorato

Nonostante le rassicurazioni dell’Oms, il focolaio continua a essere seguito con attenzione dalle autorità sanitarie internazionali.

Il motivo non riguarda solo il numero dei casi, ma soprattutto la necessità di comprendere con precisione l’origine del contagio e verificare eventuali ulteriori trasmissioni tra le persone coinvolte.

Negli ultimi anni, dopo l’esperienza globale del Covid, ogni focolaio legato a virus rari o poco diffusi viene osservato con particolare cautela, soprattutto quando coinvolge spostamenti internazionali e viaggiatori provenienti da più continenti.

Ed è proprio questo il punto su cui ora si stanno concentrando le indagini dell’Oms e delle autorità sanitarie dei Paesi coinvolti.

Di Renato Valdescala

Esperienza nello sport e nella cronaca locale con quotidiani salernitani dal 1990. Con il tempo si è dedicato alla cronaca estera analizzando i fatti di maggiore rilievo con spirito critico e irriverente. Si occupa anche di approfondimenti di cronaca nazionale.

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