Sonia BottacchiariSonia Bottacchiari

I figli di Sonia Bottacchiari erano consenzienti?

Sono stati ritrovati in buone condizioni di salute Sonia Bottacchiari e i figli minorenni Nishanta e Joshua Groppi, scomparsi dallo scorso 20 aprile dopo essere partiti da Castell’Arquato in direzione Friuli Venezia Giulia.

A comunicarlo ufficialmente è stata la procuratrice di Piacenza, Grazia Pradella, spiegando che la donna e i due ragazzi sono stati rintracciati dai carabinieri dei comandi provinciali di Piacenza e Udine al termine di un’intensa attività investigativa. Dalle prime risultanze i due giovani erano consenzienti.

La Procura: “Sono in buone condizioni e in un contesto adeguato”

Secondo quanto riferito dalla Procura, tutti e tre si trovano “in buone condizioni di salute, in un contesto di adeguate situazioni alloggiative e, in generale, di vita”. Pare siano stari rintracciati all’estero (forse in Slovenia).

Gli inquirenti hanno però scelto di non diffondere il luogo in cui si trovano attualmente. La stessa Sonia Bottacchiari avrebbe infatti espresso “timori e preoccupazioni” per la propria sicurezza, manifestando anche l’intenzione di rendersi nuovamente irreperibile qualora il rifugio venisse scoperto.

Un elemento che conferma quanto la situazione familiare venga considerata particolarmente delicata dagli investigatori.

Le indagini proseguono, i ragazzi seguivano regolare percorso scolastico

La Procura di Piacenza ha precisato che le indagini continueranno per chiarire tutti i contorni della vicenda, attualmente inquadrata nei reati previsti dagli articoli 573 e 388 del codice penale, relativi alla sottrazione consensuale di minorenni e alla mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice.

L’obiettivo dichiarato resta quello di “preservare il benessere dei due minori”, lavorando anche a una possibile ricomposizione della situazione familiare che la donna avrebbe descritto come “fortemente problematica”.

Gli inquirenti hanno inoltre sottolineato che i due ragazzi, fino al momento dell’allontanamento ritenuto allo stato attuale consenziente, seguivano regolarmente il percorso scolastico “con continuità e profitto”.

Ventuno giorni di ricerche tra Friuli e Piacentino

La scomparsa di Sonia Bottacchiari e dei figli aveva fatto scattare una vasta macchina delle ricerche tra Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia.

Per giorni centinaia di volontari della protezione civile, vigili del fuoco, carabinieri e soccorritori hanno battuto boschi e sentieri nell’area di Tarcento, dove era stata ritrovata l’auto della famiglia.

Le ricerche erano state rese ancora più complesse dal fatto che tutti e quattro i telefoni cellulari della donna e dei ragazzi risultavano spenti contemporaneamente.

A far crescere la preoccupazione erano state anche due lettere ritrovate nell’abitazione del padre della 49enne, contenenti riferimenti a una situazione di sofferenza e inquietudine.

Il prefetto di Udine: “Determinante il lavoro investigativo”

Sul ritrovamento è intervenuto anche il prefetto di Udine, Domenico Lione, che ha parlato di un esito positivo ottenuto grazie all’attività investigativa.

“In questa vicenda dobbiamo complimentarci con i carabinieri che hanno saputo risolvere il caso”, ha dichiarato, ringraziando anche tutte le forze dell’ordine, i soccorritori e i volontari impegnati nelle ricerche.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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