La donna in lacrime dopo la fustigazioneLa donna in lacrime dopo la fustigazione

La coppia condannata secondo la legge islamica applicata nella provincia indonesiana: eseguite 100 frustate ciascuno

Una donna è svenuta durante una punizione pubblica eseguita secondo la legge della Sharia nella provincia di Aceh, l’unica area dell’Indonesia autorizzata ad applicare un sistema normativo islamico locale.

La donna e il suo compagno sono stati condannati a 100 frustate ciascuno dopo essere stati ritenuti colpevoli di aver avuto rapporti sessuali al di fuori del matrimonio. La punizione è stata eseguita pubblicamente a Banda Aceh, davanti a decine di persone.

Durante l’esecuzione della pena, la donna ha perso i sensi ed è stata portata via dagli operatori presenti. Anche il compagno è stato sottoposto all’intera punizione.

Ad Aceh la Sharia prevede punizioni corporali per diversi reati

Nella provincia di Aceh, che gode di uno statuto speciale all’interno dell’Indonesia, le norme locali ispirate alla legge islamica prevedono sanzioni corporali per una serie di comportamenti.

Tra quelli punibili rientrano gioco d’azzardo, consumo di alcol, rapporti sessuali fuori dal matrimonio e altri comportamenti considerati contrari alle norme religiose.

Le fustigazioni vengono spesso eseguite in luoghi pubblici e hanno anche una funzione simbolica e deterrente secondo le autorità locali.

Le critiche delle organizzazioni per i diritti umani

Organizzazioni come Amnesty International e Human Rights Watch hanno più volte criticato queste pratiche.

Secondo i gruppi per i diritti umani, le punizioni corporali pubbliche costituiscono trattamenti degradanti e incompatibili con gli standard internazionali in materia di diritti fondamentali.

Le autorità locali, invece, continuano a difendere il sistema sostenendo che rappresenti un elemento identitario della provincia e uno strumento di prevenzione.

Negli ultimi anni episodi simili hanno attirato attenzione internazionale, soprattutto quando le persone colpite hanno avuto malori durante l’esecuzione della pena.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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