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Nicole Minetti, svolta sulla grazia: nessun riscontro alle accuse sui presunti festini

Si chiudono con una netta smentita delle principali accuse emerse negli ultimi mesi gli approfondimenti svolti dalla Procura generale di Milano nell’ambito della richiesta di grazia presentata per Nicole Minetti. La relazione, trasmessa al Ministero della Giustizia e successivamente inoltrata alla Presidenza della Repubblica, esclude elementi che possano ostacolare l’esame dell’istanza.

Secondo quanto comunicato dalla procuratrice generale Francesca Nanni, che ha seguito gli accertamenti insieme al sostituto procuratore generale Gaetano Brusa, non risultano segnalazioni di reato, procedimenti pendenti o coinvolgimenti in indagini nei confronti di Nicole Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani né in Uruguay né in Spagna.

Le verifiche sull’adozione del figlio

Uno dei punti più delicati riguardava il procedimento di adozione del minore. La Procura generale chiarisce che non sono emerse irregolarità e che l’adozione è stata regolarmente riconosciuta in Italia dal Tribunale per i Minorenni di Venezia.

Nella nota viene inoltre precisato che alcune ricostruzioni pubblicate nei mesi scorsi non troverebbero conferma. In particolare, il decesso avvenuto in Uruguay in circostanze ritenute poco chiare non riguarderebbe il legale dei genitori biologici del bambino, bensì l’avvocato del minore, favorevole all’adozione. Inoltre, secondo quanto riferito dal Procuratore della Repubblica uruguaiano, non esisterebbero ipotesi di reato legate a quella morte.

“Smentite” le accuse sui presunti festini

La Procura generale affronta anche uno degli aspetti più discussi della vicenda, quello relativo ai presunti festini con droga e sesso ai quali Nicole Minetti avrebbe partecipato negli ultimi anni.

Secondo la relazione, tali affermazioni risulterebbero “smentite” dalle dichiarazioni raccolte nell’ambito delle indagini difensive e da quelle rese ai Carabinieri da persone informate sui fatti. Le accuse erano state rese pubbliche da una massaggiatrice intervistata dal Fatto Quotidiano, inizialmente in forma anonima e successivamente con nome e cognome.

Gli accertamenti hanno inoltre confermato il grave quadro sanitario del figlio adottivo della Minetti, seguito dal Boston Children’s Hospital negli Stati Uniti. Una situazione che richiederebbe la presenza costante della madre durante visite, controlli e terapie specialistiche. Verificati anche precedenti consulti presso strutture sanitarie di Cleveland, New York e in Italia.

Il Ministero trasmette tutto al Quirinale

Conclusa la raccolta delle informazioni richieste, la Procura generale ha inviato la relazione al Ministero della Giustizia, che a sua volta ha trasmesso la documentazione alla Presidenza della Repubblica per le valutazioni di competenza sulla richiesta di grazia.

La vicenda, tuttavia, continua a far discutere. Il direttore del sito del Fatto Quotidiano, Peter Gomez, intervenendo a Rai Radio1, ha contestato il metodo seguito negli accertamenti, sostenendo che la testimone alla base dell’inchiesta giornalistica non sarebbe mai stata ascoltata direttamente dagli inquirenti. Gomez ha inoltre annunciato che gli approfondimenti giornalistici sulla vicenda proseguiranno.

Resta ora nelle mani del Ministro della Giustizia e del Presidente della Repubblica la decisione finale sull’istanza di grazia presentata per Nicole Minetti.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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