Mario VendittiMario Venditti

Le nuove carte depositate a Brescia cambiano lo scenario dell’indagine

Una possibile svolta arriva dall’inchiesta parallela aperta dalla Procura di Brescia sul caso Garlasco. Le informative depositate dai Carabinieri di Pavia nelle ultime ore ridimensionerebbero infatti uno dei filoni investigativi più delicati, quello relativo all’ipotesi di corruzione che coinvolgeva l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti.

Secondo quanto emerge dagli atti, non sarebbero stati trovati elementi determinanti in grado di sostenere l’accusa secondo cui il magistrato avrebbe favorito Andrea Sempio nell’ambito del procedimento conclusosi nel 2017 con l’archiviazione della sua posizione per l’omicidio di Chiara Poggi.

La vicenda era nata dopo il ritrovamento di alcuni appunti manoscritti nell’abitazione della famiglia Sempio. Tra le annotazioni figurava una frase che aveva attirato l’attenzione degli investigatori: “Venditti gip archivia per 20-30 euro”. Un passaggio che aveva fatto ipotizzare l’esistenza di un possibile accordo illecito.

Cosa significano i “pizzini” trovati in casa Sempio?

Proprio quell’annotazione era diventata uno degli elementi centrali dell’indagine bresciana. Tuttavia, durante gli accertamenti, Giuseppe Sempio, padre di Andrea, aveva fornito una spiegazione diversa.

Sentito dai magistrati lo scorso settembre, aveva dichiarato che quella cifra non era riferita a presunti pagamenti illeciti, ma rappresentava semplicemente una stima delle spese legali che la famiglia prevedeva di sostenere per la conclusione della vicenda giudiziaria.

Una versione che, alla luce degli approfondimenti investigativi, non sarebbe stata smentita da ulteriori elementi probatori.

Perché questa decisione potrebbe incidere sull’intera inchiesta?

Le conclusioni contenute nelle informative potrebbero ora spingere i pubblici ministeri Donato Greco e Alessio Bernardi a chiedere l’archiviazione della posizione di Venditti.

Si tratterebbe di una decisione tutt’altro che marginale. La presenza di magistrati del distretto milanese tra gli indagati aveva infatti determinato la competenza della Procura di Brescia sulla base dell’articolo 11 del codice di procedura penale.

Se dovesse cadere definitivamente l’ipotesi di reato nei confronti dell’ex procuratore aggiunto, verrebbe meno anche il presupposto giuridico che aveva portato il fascicolo a Brescia.

L’inchiesta potrebbe tornare a Pavia

Lo scenario che si profila è quindi quello di un possibile ritorno degli atti alla Procura di Pavia, che tornerebbe competente territorialmente sul procedimento.

Una prospettiva che potrebbe ridisegnare gli equilibri investigativi di uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi anni e che continua a generare nuovi sviluppi a distanza di quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi.

Nel frattempo, le stesse informative depositate oggi avrebbero aperto nuovi interrogativi sulla posizione di alcuni carabinieri coinvolti nel filone d’indagine. La Procura di Brescia starebbe infatti valutando ulteriori contestazioni, segnale che l’attività investigativa resta ancora aperta su più fronti.

Cosa cambia adesso nel caso Garlasco?

La possibile archiviazione della posizione di Mario Venditti non chiuderebbe l’intero capitolo investigativo, ma rappresenterebbe un passaggio importante. Da un lato verrebbe meno uno degli aspetti più delicati dell’inchiesta, dall’altro si aprirebbe una nuova fase procedurale destinata a incidere sulla gestione del fascicolo.

Un ulteriore tassello in una vicenda che continua a riservare colpi di scena e che resta sotto la lente degli inquirenti e dell’opinione pubblica.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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