La Corte d’Assise di Rimini ribalta uno dei casi di cronaca più discussi degli ultimi anni. L’unico imputato rischiava l’ergastolo
Un verdetto destinato a fare rumore e a riaprire interrogativi su uno dei delitti che più hanno segnato la cronaca italiana degli ultimi anni. Louis Dassilva è stato assolto dall’accusa di aver ucciso Pierina Paganelli ed è tornato immediatamente in libertà.
La decisione è arrivata nella notte, poco dopo le2:00 del 10 giugno, dalla Corte d’Assise di Rimini dopo oltre sedici ore di camera di consiglio. Per l’uomo, detenuto dal luglio 2024, la Procura aveva chiesto la condanna all’ergastolo.
Invece, poco dopo le due del mattino, è arrivata la sentenza che ha cambiato completamente il finale di un processo seguito per mesi dall’opinione pubblica.
Il boato in aula dopo la lettura della sentenza
Dassilva era stato accompagnato in aula poco prima della lettura del dispositivo.
Quando il presidente della Corte ha pronunciato la decisione, l’aula è esplosa in un boato di gioia da parte di amici, conoscenti e membri della comunità senegalese presenti per assistere alla sentenza. Dassilva non è riuscito a trattenere le lacrime.
Accanto a lui c’era anche la moglie Valeria Bartolucci, che non ha mai smesso di sostenerlo durante l’intera vicenda giudiziaria. Si è precipitata verso i primi banchi subito dopo la lettura della sentenza. “Ho acquistato molta fiducia nella giustizia. Finalmente una parte di verità è emersa“, ha dichiarato ai cronisti presenti visibilmente emozionata.
Pochi minuti dopo, l’uomo ha lasciato il tribunale da uomo libero, scortato dagli agenti della Polizia Penitenziaria. L’assoluzione è arrivata con formule pesantissime sul piano processuale: “per non aver commesso il fatto” e “perché il fatto non sussiste”.
“Le prove scientifiche hanno smontato le testimonianze”
Grande soddisfazione è stata espressa anche dal collegio difensivo.
Secondo gli avvocati di Dassilva, il peso decisivo sarebbe arrivato dalle prove tecniche e scientifiche emerse durante il dibattimento.
“Abbiamo portato degli elementi sicuramente molto forti. Non vi erano riscontri dai telefonini e dagli incidenti probatori. C’è una telefonata al 112 e al 118 che restituisce una verità differente da quella raccontata da alcuni testimoni in aula“, hanno spiegato i difensori.
Secondo la difesa, proprio i dati estratti dai dispositivi elettronici e gli accertamenti tecnici avrebbero messo in seria difficoltà parte delle ricostruzioni testimoniali presentate nel processo.
La reazione dei familiari di Pierina Paganelli
Completamente smontato il quadro accusatorio del pubblico ministero che al termine della requisitoria aveva chiesto la condanna all’ergastolo. Di tutt’altro tenore la reazione dei familiari di Pierina Paganelli. I figli Chiara, Giuliano e Giacomo Saponi, insieme agli altri parenti presenti in aula, sono rimasti seduti in silenzio, impassibili davanti a un verdetto che lascia aperta qualsiasi pista e senza un responsabile dell’atroce delitto che ha segnato una famiglia che da anni reclama giustizia e verità.
Il delitto che sconvolse Rimini
L’omicidio di Pierina Paganelli risale alla sera del 3 ottobre 2023.
L’anziana venne trovata morta il mattino successivo nel garage del complesso residenziale di via del Ciclamino a Rimini.
A fare la scoperta fu la nuora Manuela Bianchi, figura che nel corso delle indagini e del processo avrebbe assunto un ruolo centrale.
Fin dall’inizio gli investigatori si trovarono davanti a una scena complessa, caratterizzata da particolari che lasciavano pensare a un delitto maturato all’interno di una rete di rapporti personali e familiari molto intricata.
L’inchiesta, la relazione segreta e l’arresto
Con il passare dei mesi le indagini si concentrarono sempre più sull’ambiente dei vicini di casa della vittima.
Emersero così la relazione extraconiugale tra Louis Dassilva e Manuela Bianchi, gli incontri segreti, i messaggi e una serie di elementi che finirono al centro dell’inchiesta.
Nel luglio 2024 arrivò l’arresto dell’uomo.
Da quel momento Dassilva ha trascorso quasi due anni in carcere continuando a proclamarsi innocente.
Il processo tra perizie, intercettazioni e testimonianze
Il dibattimento ha visto sfilare decine di testimoni e consulenti.
Tra gli elementi più discussi ci sono stati gli accertamenti genetici, le intercettazioni, le immagini della cosiddetta Cam3 e le dichiarazioni della stessa Manuela Bianchi.
Particolarmente importante è stata la perizia sul Dna che non avrebbe individuato tracce riconducibili a Dassilva sulla scena del crimine.
Anche le immagini della telecamera della farmacia sono state oggetto di un duro confronto tra accusa e difesa, con interpretazioni completamente diverse sull’identità della persona ripresa dopo il delitto.
La testimonianza di Manuela Bianchi
Gran parte dell’impianto accusatorio si è basato sulle dichiarazioni di Manuela Bianchi.
La donna, indagata per favoreggiamento, ha raccontato agli inquirenti di aver incontrato Dassilva nel garage prima del ritrovamento del corpo della suocera.
Secondo la Procura, il suo racconto era supportato da numerosi riscontri investigativi.
La difesa, invece, ha contestato la credibilità della testimone e la solidità delle conclusioni accusatorie.
Una battaglia processuale che si è protratta per mesi e che alla fine non ha convinto la Corte a pronunciare una condanna.
Un’assoluzione che riapre il caso
L’assoluzione di Louis Dassilva produce inevitabilmente una conseguenza immediata: l’omicidio di Pierina Paganelli resta senza un colpevole.
Dopo mesi di udienze, migliaia di pagine di atti, consulenze tecniche, intercettazioni e una richiesta di ergastolo avanzata dalla Procura, il principale accusato esce dal processo da innocente.
Una decisione che segna una svolta clamorosa e che riapre inevitabilmente le domande su chi abbia ucciso Pierina Paganelli quella sera del 3 ottobre 2023 nel garage di via del Ciclamino.
Domande che, a quasi tre anni dal delitto, attendono ancora una risposta definitiva.

