Camilla, Riccardo e l'auto recuperata nel canaleCamilla, Riccardo e l'auto recuperata nel canale

Tre giovanissimi hanno perso la vita all’alba nel Milanese dopo che un’Audi A2 è precipitata nel canale Villoresi

Una notte trascorsa insieme, il ritorno verso casa e poi una tragedia che ha sconvolto due comunità. Camilla Copparoni, Lorenzo Benin e Riccardo Provasi, tutti di appena 17 anni, hanno perso la vita nelle prime ore del mattino di domenica 21 giugno dopo che l’Audi A2 sulla quale viaggiavano insieme ad altri sei ragazzi è precipitata nel canale Villoresi, nel territorio di Senago, all’interno del Parco delle Groane.

Il dramma si è consumato intorno alle 5.30 in via per Cesate, dove i soccorritori del 118, i vigili del fuoco con i sommozzatori e i carabinieri hanno lavorato per ore in una corsa disperata contro il tempo.

Camilla è stata estratta viva dall’acqua e trasportata in ospedale, dove i medici hanno tentato a lungo di rianimarla. Nonostante ogni sforzo, la giovane è morta poco dopo. Lorenzo e Riccardo, invece, sono stati recuperati senza vita dai sommozzatori durante le operazioni di soccorso.

Una tragedia che ha lasciato sotto choc amici, familiari e l’intera comunità.

Il conducente positivo all’alcol: accusato di omicidio stradale plurimo aggravato

Alla guida dell’auto c’era Gabriele Popovici, 19 anni.

Secondo i primi accertamenti, il giovane presentava un tasso alcolemico nel sangue pari a circa tre volte il limite consentito. Per questo la Procura contesta nei suoi confronti il reato di omicidio stradale plurimo aggravato.

Il ragazzo, rimasto ferito nell’incidente, è ricoverato all’ospedale Niguarda in stato di shock, dove attende l’esecuzione del provvedimento di arresto.

Sull’Audi viaggiavano complessivamente nove giovani, tutti tra i 17 e i 19 anni. Gli investigatori hanno inoltre accertato che nessuno degli occupanti indossava la cintura di sicurezza, elemento che potrebbe aver aggravato le conseguenze dell’impatto.

La ricostruzione: l’auto fuori controllo e il volo nel canale

Le indagini sono ancora in corso, ma una prima ricostruzione descrive una dinamica drammatica.

Il gruppo stava tornando da una serata trascorsa in un locale di Lainate quando, affrontando un tratto di strada particolarmente buio, il conducente avrebbe perso il controllo della vettura in prossimità di una curva.

L’Audi è salita sul terrapieno invece di seguire la carreggiata, ha urtato violentemente un albero, ha abbattuto la barriera di protezione della pista ciclabile e ha proseguito la sua corsa fino a precipitare nel canale Villoresi.

Sul posto sono ancora ben visibili i segni lasciati dalla vettura: la recinzione divelta, lo specchietto retrovisore rimasto sulla pista ciclabile e la profonda traccia scavata nel terreno prima dell’inabissamento.

La Procura di Milano ha disposto l’autopsia sulle tre giovani vittime mentre gli investigatori continuano a lavorare per chiarire ogni dettaglio dell’accaduto.

Il dolore degli amici: “Lasciateci piangere”

Per tutta la mattinata decine di ragazzi hanno raggiunto il luogo dell’incidente.

Molti conoscevano personalmente Camilla, Lorenzo e Riccardo. Altri sono arrivati soltanto per rendersi conto di quanto accaduto.

Davanti alle telecamere e ai cronisti, alcuni amici hanno trovato la forza di pronunciare poche parole, cariche di disperazione.

“Sono morti tre nostri amici, cosa dovremmo dire? Lasciateci in pace, vogliamo piangere da soli.”

Una frase che racconta meglio di qualsiasi ricostruzione il vuoto lasciato da una tragedia che ha colpito ragazzi poco più che adolescenti.

Una curva già segnata da altre tragedie

Quel tratto di via per Cesate non è purtroppo nuovo a incidenti gravi.

Nel 2015, proprio dopo la stessa curva, un’altra automobile finì nel canale Villoresi: anche allora morirono due giovani.

I residenti raccontano che gli incidenti sono stati numerosi negli anni.

“La zona è molto buia e la curva è pericolosa. Se si affronta a velocità elevata è facile perdere il controllo dell’auto”, spiegano alcuni frequentatori della pista ciclabile.

La sindaca di Senago, Magda Beretta, ha espresso il cordoglio dell’intera comunità parlando di “una tragedia enorme, senza parole, resa ancora più dolorosa dall’età delle vittime”.

Anche il Comune di Paderno Dugnano, dove vivevano Camilla, Lorenzo e Riccardo, ha diffuso un messaggio di vicinanza alle famiglie, sottolineando il profondo dolore che ha colpito l’intera città.

Nel pomeriggio è intervenuto anche il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ha definito l’accaduto “inaccettabile”, ricordando come gli incidenti stradali continuino a rappresentare la principale causa di morte tra i giovani.

Dietro le indagini, le responsabilità penali e gli accertamenti tecnici restano tre famiglie che attendono di dare l’ultimo saluto ai propri figli e due comunità che, da oggi, dovranno imparare a convivere con un dolore destinato a lasciare un segno profondo.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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