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Balogun sarà in campo contro il Belgio: la decisione della Fifa fa discutere

La decisione della Fifa di rendere disponibile Folarin Balogun per la sfida dei Mondiali contro il Belgio, nonostante la squalifica inflitta dopo l’espulsione, continua ad alimentare il dibattito. L’attaccante degli Stati Uniti, infatti, è stato sì sanzionato, ma con una sospensione della pena, una scelta che gli consentirà regolarmente di scendere in campo in una delle partite più attese della competizione.

Una decisione insolita che ha acceso il confronto tra addetti ai lavori e appassionati, soprattutto perché difficilmente troverebbe applicazione nei campionati nazionali.

Grassani: Sembra un VAR differito o un atto di clemenza

A spiegare il significato della decisione è Mattia Grassani, tra i maggiori esperti italiani di diritto sportivo.

Secondo il legale, il provvedimento rappresenta qualcosa di assolutamente eccezionale.

“Si può parlare di VAR differito oppure di un atto di clemenza, una decisione più orientata a garantire lo spettacolo che ad analizzare il fatto in sé. Quando l’arbitro decide, al massimo si può discutere sulla graduazione della pena, non sulla sua cancellazione o sospensione.”

Per Grassani, la Fifa ha esercitato un potere straordinario che le è riconosciuto esclusivamente nell’ambito della Coppa del Mondo.

Perché questa decisione non sarebbe possibile in Serie A o Champions League

L’avvocato sottolinea come il caso Balogun rappresenti un’eccezione destinata con ogni probabilità a rimanere tale.

“Intervenire su un provvedimento tecnico-disciplinare dell’arbitro è normalmente vietato dai codici di giustizia sportiva delle federazioni affiliate alla Fifa”, osserva Grassani.

In pratica, se un meccanismo simile fosse applicabile nei campionati nazionali, ogni giornata potrebbe trasformarsi in una lunga serie di ricorsi per ottenere sospensioni o cancellazioni delle squalifiche.

Per questo motivo il legale ritiene che la decisione non possa costituire un precedente per competizioni come Serie A, Premier League, Liga, Bundesliga, Champions League o Europa League.

Il precedente di Lukaku e la differenza con il caso Balogun

Nel suo ragionamento, Grassani richiama anche un episodio che aveva fatto discutere il calcio italiano.

Si tratta dell’atto di clemenza concesso da Gabriele Gravina a Romelu Lukaku dopo l’espulsione rimediata nella semifinale di Coppa Italia tra Inter e Juventus nella stagione 2022/23, in seguito alla reazione ai cori razzisti.

Secondo il giurista, però, i due casi sono profondamente diversi.

Nel caso di Lukaku la valutazione riguardava il contesto discriminatorio che aveva accompagnato l’episodio. Nel caso Balogun, invece, si parla di un provvedimento disciplinare nato da un episodio di gioco ritenuto violento, circostanza che normalmente non consentirebbe alcuna sospensione della sanzione.

Una scelta destinata a restare un’eccezione

Per Grassani la decisione della Fifa rappresenta quindi un unicum nel panorama della giustizia sportiva internazionale.

Pur essendo prevista dai regolamenti dell’organismo mondiale, difficilmente potrà trovare applicazione al di fuori della Coppa del Mondo.

Il motivo è semplice: una simile interpretazione finirebbe per ridimensionare il valore delle decisioni arbitrali e alterare il normale funzionamento della giustizia sportiva, aprendo la strada a richieste di revisione praticamente dopo ogni turno di campionato.

Il caso Balogun, dunque, resta destinato a far discutere ancora a lungo, ma secondo gli esperti non è destinato a cambiare le regole del calcio fuori dai Mondiali.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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