Il gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi non si è ancora costituito perché attende l’ordine di carcerazione
Ore di attesa, di telefonate e di grande tensione per Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto al suo negozio nell’aprile del 2021.
Contrariamente a quanto era stato annunciato subito dopo la sentenza della Cassazione, Roggero non si è ancora costituito. Il motivo è strettamente procedurale: il gioielliere entrerà in carcere soltanto dopo la notifica dell’ordine di carcerazione che dovrà essere emesso dalla Procura di Asti.
Nel frattempo, il caso continua ad alimentare il dibattito politico e istituzionale, con il Quirinale intervenuto per chiarire i limiti dell’iniziativa sulla grazia avviata dal ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Il fratello: «È provato, ma resta una persona forte»
A raccontare come sta vivendo queste ore è il fratello Dante Roggero.
«Mio fratello si costituirà appena l’ordine di carcerazione sarà ufficiale. Non sappiamo ancora dove», ha spiegato, smentendo l’ipotesi di una consegna immediata dopo la sentenza.
Secondo il familiare, Mario Roggero è inevitabilmente segnato dalla decisione della Cassazione, ma sta affrontando questo momento con la determinazione che lo ha sempre contraddistinto.
«La sentenza lo ha certamente provato, ma è una persona resiliente. È molto riconoscente verso tutti coloro che si stanno mobilitando per chiedere la grazia», ha aggiunto.
Alla domanda su cosa stia dicendo in queste ore, Dante Roggero rimanda all’ultimo video diffuso dal fratello subito dopo la sentenza, nel quale il gioielliere aveva pronunciato parole che avevano colpito l’opinione pubblica: «È finita, sto passando gli ultimi minuti con i miei familiari».
L’attesa dell’ordine di carcerazione
Per il momento Roggero resta libero, ma soltanto perché manca ancora il passaggio formale necessario all’esecuzione della pena.
L’ordine di carcerazione dovrà essere emesso dalla Procura di Asti, competente in quanto sede del processo di primo grado.
Solo dopo la notifica il 72enne dovrà presentarsi alle autorità. Tra le ipotesi circolate c’è quella del carcere di Fossano, anche se non esistono conferme ufficiali.
Nel frattempo, secondo persone vicine alla famiglia, avrebbe scelto di trascorrere queste ore lontano dall’attenzione mediatica insieme ai propri cari.
Gli avvocati: «Non finisce qui»
Profondamente delusi i difensori Sergio Rovani e Stefano Marcolini, che non intendono fermarsi dopo la sentenza definitiva.
«Ci aspettavamo un esito diverso», hanno dichiarato, annunciando che la difesa sta già valutando un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo.
Secondo i legali, è lo stesso Roggero ad aver chiesto di proseguire la battaglia giudiziaria.
«Per lui questa è soltanto una battaglia persa, non la fine della guerra per ottenere giustizia», hanno spiegato.
Mattarella richiama Nordio sulla grazia
Nelle stesse ore il caso è arrivato anche al Quirinale.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto il ministro della Giustizia Carlo Nordio per chiarire il quadro costituzionale relativo alla concessione della grazia.
In una nota ufficiale è stato ricordato che la decisione sulla grazia è una prerogativa esclusiva del Capo dello Stato, come previsto dall’articolo 87 della Costituzione e confermato dalla Corte Costituzionale.
La precisazione arriva dopo che Nordio aveva annunciato l’avvio dell’istruttoria sul caso Roggero, mentre nel centrodestra è partita una raccolta di firme a sostegno della richiesta di grazia.
La politica si mobilita
L’iniziativa è stata promossa dai gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati, con l’obiettivo di raccogliere adesioni sia in Parlamento sia tra i cittadini. Il vice premier Salvini ha chiesto un intervento deciso per rivedere la legittima difesa.
“Abbiamo costruito e fatto approvare una legge che estende il reato di legittima difesa che ha evitato problemi, processi, sofferenza e carcere a tante persone per bene aggredite. Evidentemente in questo caso non ci siamo arrivati. La giustizia ha fatto una scelta diversa e noi come legislatori dobbiamo ragionare su come estendere ulteriormente il concetto di legittima difesa”. – ha riferito il Ministro dei Trasporti.
Tra i primi a sostenere pubblicamente la proposta c’è stato il vicepremier Antonio Tajani, secondo il quale Roggero «ha certamente sbagliato», ma meriterebbe comunque il perdono della società anche alla luce delle rapine subite negli anni.
Anche il sindaco di Grinzane Cavour, Gianfranco Garau, ha espresso vicinanza al gioielliere e alla sua famiglia, definendo la condanna «troppo pesante» per una persona che considera «onesta, laboriosa e sempre corretta».
Mentre il dibattito politico continua e l’iter sulla grazia resta al centro dell’attenzione, Mario Roggero attende ora l’atto che segnerà l’inizio dell’esecuzione della sua pena.

