Victoria Cranmer resta in carcere: il giudice respinge la ricostruzione della difesa
È al centro di un’inchiesta che riguarda un video ritenuto dagli investigatori incompatibile con la tutela di una bambina di appena due anni, ma la difesa sostiene che quelle immagini siano state completamente fraintese. Protagonista della vicenda è Victoria Cranmer, 25 anni, arrestata nel New Jersey e accusata di diversi reati ai danni della minore, tra cui quelli legati alla produzione di materiale illecito e alla messa in pericolo della bambina.
Durante l’udienza preliminare, il suo avvocato ha definito il filmato un semplice “momento innocente”, sostenendo che l’intera vicenda sia stata “ingigantita”. Una ricostruzione che il giudice ha però respinto, disponendo che la donna resti in custodia cautelare senza possibilità di cauzione.
La linea della difesa: “Era un momento innocente”
L’avvocato Marissa Koerner ha spiegato in aula che il breve video, della durata di circa 14 secondi, mostrerebbe soltanto una normale interazione tra un adulto e una bambina molto piccola.
Secondo la legale, è frequente che bambini di quell’età seguano i genitori o chi si prende cura di loro anche in ambienti privati, mossi dalla curiosità e senza comprendere ancora i confini della privacy.
Per questo motivo, la difesa sostiene che il contenuto del filmato sia stato completamente frainteso e che non rappresenti un comportamento penalmente rilevante.
Il giudice: “Una situazione molto preoccupante”
Di diverso avviso il giudice Kenneth Palmer, che ha definito quanto visionato “bizzarro” e ha evidenziato un elemento ritenuto particolarmente significativo.
Secondo il magistrato, infatti, non sarebbe stato compiuto alcun tentativo per interrompere l’interazione documentata nel video, circostanza che ha contribuito alla decisione di lasciare la donna in stato di detenzione.
L’indagine partita da un telefono cellulare
L’inchiesta avrebbe avuto origine dopo che una donna, presso la cui abitazione Victoria Cranmer aveva soggiornato per alcuni mesi, è rientrata in possesso del cellulare che le aveva regalato.
Consultando il dispositivo avrebbe trovato il filmato, decidendo quindi di rivolgersi alle autorità.
Secondo gli atti dell’indagine, la testimone avrebbe identificato la 25enne grazie alla voce e ad alcuni tatuaggi particolarmente riconoscibili presenti sulle gambe e sul corpo, oltre ad aver riconosciuto il luogo in cui sarebbe stato registrato il video.
Successivamente gli investigatori hanno sequestrato il telefono e proseguito gli accertamenti.
Le accuse e il procedimento giudiziario
Nei confronti di Victoria Cranmer sono stati contestati diversi reati, tra cui quelli relativi alla tutela dei minori e alla produzione e detenzione di materiale illecito, oltre ad altre imputazioni connesse all’inchiesta.
Secondo gli investigatori, la bambina si trovava affidata alle cure della 25enne al momento dei fatti contestati.
La donna continuerà a rimanere in carcere mentre il procedimento prosegue e saranno i successivi passaggi processuali a stabilire le eventuali responsabilità.

