Mario RoggeroMario Roggero

Mario Roggero entra nel carcere di Bollate dopo la condanna definitiva

È con un duro appello rivolto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che Mario Roggero ha varcato i cancelli del carcere di Bollate, dove sconterà la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto al suo negozio di Grinzane Cavour, nel Cuneese, avvenuto nel 2021.

Pochi minuti prima di costituirsi, il gioielliere ha affidato ai cronisti parole destinate a far discutere, tornando a chiedere un provvedimento di clemenza.

L’appello a Mattarella: “Si metta una mano sulla coscienza”

Davanti ai giornalisti, Roggero ha chiamato direttamente in causa il Capo dello Stato.

Mattarella ha graziato lo scafista che ha ammazzato 30 persone, ha graziato Nicole Minetti. Per cui penso che dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza.”

Il 72enne ha spiegato che la moglie, nelle ore precedenti al suo ingresso in carcere, aveva depositato una richiesta di grazia accompagnata dall’istanza di sospensione temporanea della pena.

“Mi aspetterei la grazia”, ha aggiunto, sottolineando come fino al momento del suo ingresso nel penitenziario non fosse arrivata alcuna risposta.

“Con una pistola puntata addosso si spara per primi”

Ai cronisti che gli chiedevano se fosse pentito, Roggero ha risposto inizialmente con una riflessione sul momento della rapina.

“Quando uno ha una pistola puntata in faccia, spara per primo.”

Successivamente ha precisato di provare comunque rammarico per quanto accaduto.

“Certamente sono pentito, ma è facile dirlo con il senno di poi. Bisogna trovarsi in quella situazione.”

“Passo il testimone agli italiani”

Prima di entrare nel carcere di Bollate, il gioielliere ha ribadito di non voler considerare conclusa la sua battaglia giudiziaria.

“Passo il testimone agli italiani che porteranno avanti questa battaglia. Andremo anche davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo”, ha dichiarato.

Parole che confermano la volontà della difesa di proseguire il percorso legale anche dopo il passaggio in giudicato della sentenza.

“Mi sento profondamente deluso dalla giustizia”

Roggero non ha nascosto l’amarezza per l’esito del processo.

“Mi sento profondamente deluso dalla giustizia italiana”, ha affermato, tornando anche a criticare il sistema penale.

“Questo è il massimo per i delinquenti, che sono facilitati a continuare a rapinare e a rubare, tanto sono impuniti e vengono perfino risarciti”, ha detto poco prima di oltrepassare i cancelli del penitenziario.

L’istruttoria sulla grazia resta aperta

Sul piano istituzionale, resta aperta la procedura avviata dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha disposto l’istruttoria preliminare per valutare un’eventuale richiesta di grazia.

La documentazione sarà raccolta dalla Procura Generale della Corte d’Appello di Torino insieme ai pareri degli organi competenti e allo storico giudiziario del gioielliere.

L’eventuale concessione della grazia resta comunque una prerogativa costituzionale del Presidente della Repubblica, che deciderà al termine dell’iter previsto dalla legge.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *