Osvaldo BagnoliOsvaldo Bagnoli

Verona si ferma per l’ultimo saluto a Osvaldo Bagnoli

Verona si prepara a dare l’ultimo saluto a Osvaldo Bagnoli, l’allenatore che nel 1985 scrisse una delle pagine più straordinarie della storia del calcio italiano conquistando lo storico scudetto con l’Hellas Verona.

Il sindaco Damiano Tommasi ha proclamato il lutto cittadino per martedì 21 luglio, giornata in cui saranno celebrati i funerali nella Basilica di San Zeno. In segno di cordoglio, il Comune ha disposto anche l’esposizione della bandiera civica a mezz’asta su tutti gli edifici comunali.

L’uomo che trasformò un sogno impossibile in realtà

Con la scomparsa di Osvaldo Bagnoli se ne va uno dei simboli del calcio italiano. Da tempo era affetto da una malattia neurodegenerativa che negli ultimi anni lo aveva progressivamente allontanato dalla vita pubblica.

Milanese, cresciuto nel quartiere della Bovisa, Bagnoli prima fu un centrocampista affidabile e poi un allenatore capace di compiere imprese considerate impossibili.

Il suo nome resterà per sempre legato all’Hellas Verona campione d’Italia nella stagione 1984-1985, unica squadra di provincia ad aver conquistato lo scudetto nell’era del girone unico di Serie A.

Lo storico scudetto e il Verona entrato nella leggenda

Quella squadra seppe sfidare e battere le grandi potenze del calcio italiano, in un campionato che vedeva protagonisti campioni come Diego Armando Maradona e Michel Platini.

Bagnoli costruì un gruppo unito, organizzato e capace di superare ogni pronostico, valorizzando calciatori come Preben Elkjær Larsen, Hans-Peter Briegel, Giuseppe Galderisi e gli altri protagonisti di una cavalcata diventata leggenda.

L’esordio di quella stagione coincise proprio con la prima partita di Maradona in Serie A: il Verona vinse 3-1, dando il via a un campionato destinato a entrare nella storia.

Le imprese oltre Verona

La carriera di Osvaldo Bagnoli non si esaurì con il trionfo gialloblù.

Dopo le esperienze da calciatore con il Milan e altre squadre, da allenatore guidò anche Fano, Cesena, Genoa e Inter.

Con il Genoa firmò un’altra impresa memorabile, diventando il primo allenatore italiano a espugnare Anfield Road, battendo il Liverpool in Coppa UEFA nel 1992.

Un’altra pagina che contribuì a costruire la sua fama di tecnico capace di ottenere risultati straordinari con gruppi compatti e grande organizzazione tattica.

Il cordoglio del mondo del calcio

La notizia della morte di Osvaldo Bagnoli ha suscitato profonda commozione nel mondo dello sport.

Il presidente della FIGC Gabriele Gravina ha ricordato come «quell’impresa rappresenti una delle pagine più belle e romantiche del calcio italiano».

Anche il sindaco Damiano Tommasi, cresciuto con il mito di quello scudetto, ha voluto rendere omaggio al tecnico.

«Era un uomo essenziale, capace di parlare poco ma di lasciare un segno profondo. Il legame che ha creato con Verona e con il calcio italiano non si spezzerà mai», ha dichiarato.

Commosso anche il messaggio dell’Hellas Verona.

«Hai portato lo scudetto in una città che non aveva mai osato sognare così in grande. Per noi sarai per sempre una leggenda del calcio italiano.»

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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