Thiago MottaThiago Motta

Prende quota la candidatura di Thiago Motta, Palladino l’alternativa

La corsa alla panchina della Nazionale italiana entra in una fase decisiva. Dopo il clamoroso stop alla candidatura di Andrea Pirlo, il nome che nelle ultime ore ha guadagnato terreno è quello di Thiago Motta, indicato come il principale favorito per diventare il nuovo commissario tecnico azzurro.

Una scelta che, se confermata, avrebbe anche un importante significato politico all’interno della FIGC. Affidare la Nazionale all’ex allenatore di Bologna e Juventus rappresenterebbe infatti una conferma della linea tecnica portata avanti dal direttore tecnico Paolo Maldini e dal suo collaboratore Leonardo, escludendo qualsiasi ipotesi di passo indietro dopo le polemiche che hanno accompagnato il caso Pirlo. Sullo sfondo c’è anche un’ipotesi Marco Materazzi che potrebbe ricoprire l’incarico dell’ex capitano rossonero con Motta ct.

Il dietrofront su Pirlo cambia lo scenario

Fino a poche ore fa sembrava che Andrea Pirlo fosse il candidato designato per guidare gli azzurri. Poi il brusco cambio di rotta, arrivato dopo le polemiche legate alla sua collaborazione commerciale con Fonbet, sponsor operante sul mercato russo.

L’ex campione del mondo ha affidato ai social il proprio sfogo, spiegando di aver appreso di non essere più il candidato alla guida della Nazionale.

Pirlo ha ribadito di aver sempre operato nel rispetto delle leggi dei Paesi in cui ha lavorato e ha sottolineato che la collaborazione contestata era nata durante la sua esperienza negli Emirati Arabi Uniti, con finalità esclusivamente sportive e commerciali.

L’ex centrocampista ha inoltre ringraziato Paolo Maldini e Leonardo per la fiducia dimostrata nei suoi confronti, esprimendo amarezza per una vicenda che, a suo giudizio, ha trasformato una scelta sportiva in un caso politico.

Thiago Motta favorito, restano vive le alternative

Con Pirlo ormai fuori dai giochi, il profilo di Thiago Motta è diventato quello più accreditato.

L’ex tecnico, apprezzato per le sue idee tattiche e per il lavoro svolto negli ultimi anni, sarebbe considerato la soluzione ideale per avviare un nuovo ciclo della Nazionale.

Sul tavolo resta anche il nome di Raffaele Palladino, mentre una parte della Lega Calcio avrebbe continuato a spingere per Antonio Conte, ritenuto il profilo più esperto per rilanciare immediatamente il progetto azzurro.

La decisione definitiva è attesa al termine delle riunioni in corso in Federazione.

Ulivieri: “La scelta spetta al presidente federale”

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente dell’Associazione Italiana Allenatori, Renzo Ulivieri.

Entrando nella sede della FIGC, Ulivieri ha ricordato che la scelta del commissario tecnico compete esclusivamente al presidente federale.

Pirlo? Il corso da allenatore l’ha fatto con me, è un grande intenditore di calcio e agli esami aveva dimostrato questo. Non è un nome condiviso con nessuno, perché per statuto la scelta spetta al presidente federale“, ha dichiarato.

L’ex allenatore ha invece preferito non commentare la vicenda relativa allo sponsor russo, limitandosi ad affermare che si tratta di questioni di natura giuridica.

Le parole di Malagò alimentano il dibattito

Nel frattempo fanno discutere anche le dichiarazioni del presidente del CONI, Giovanni Malagò, che ha risposto alle osservazioni del ministro per lo Sport Andrea Abodi sulla gestione della vicenda.

Chi ha fatto la brutta figura? Ognuno è libero di interpretare. Il mondo di Andrea Abodi, con il quale oggi ho rapporti eccellenti, è uno di quei mondi che non può parlare di brutte figure perché ce ne sono state molte da tante parti. Non dico altro“, ha affermato Malagò.

Parole che confermano come il caso relativo alla scelta del nuovo commissario tecnico abbia ormai superato il piano puramente sportivo, coinvolgendo anche i rapporti istituzionali.

Mentre la FIGC continua il confronto interno, cresce dunque l’attesa per conoscere il nome del nuovo allenatore della Nazionale. Al momento Thiago Motta appare in vantaggio, ma fino all’annuncio ufficiale ogni scenario resta aperto.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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