La 36enne era stata trovata morta, nascosta nel contenitore del letto. Per gli investigatori il delitto sarebbe maturato dopo la fine della relazione
Svolta nelle indagini sulla morte di Daniela Florea, la donna di 36 anni trovata senza vita il 20 luglio nel suo appartamento di via Paisiello, a Torino. La Squadra Mobile ha eseguito il fermo dell’ex compagno della vittima, il romeno 45enne Daniele Trandafir, accusato di femminicidio, occultamento di cadavere e maltrattamenti in famiglia aggravati.
Secondo la Procura di Torino, l’omicidio sarebbe stato commesso nella notte tra il 9 e il 10 luglio, all’interno dell’abitazione dove la donna si era trasferita insieme al figlio minorenne dopo aver deciso di interrompere la relazione.
Il corpo nascosto nel letto contenitore
Il cadavere di Daniela Florea era stato scoperto dieci giorni dopo il presunto delitto da un amico della donna, preoccupato perché non riusciva più a contattarla.
Entrato nell’appartamento con un mazzo di chiavi consegnatogli dal proprietario dell’immobile, aveva avvertito un forte odore provenire dalla camera da letto. Dopo essere uscito aveva chiamato immediatamente la polizia.
Gli agenti avevano trovato il corpo della 36enne avvolto in un telo e nascosto nel contenitore del letto matrimoniale.
L’autopsia: morta per traumi e asfissia
L’esame autoptico ha stabilito che Daniela Florea è morta a causa di un grave politrauma cranico e della violenta compressione di bocca e collo, lesioni compatibili con un’asfissia meccanica.
Il decesso è stato collocato tra il 9 e il 10 luglio, circa dieci giorni prima del ritrovamento del corpo.
Le contraddizioni dell’ex compagno
Già la sera del ritrovamento del cadavere gli investigatori avevano rintracciato il 45enne nella sua abitazione, sempre nel quartiere Barriera di Milano, insieme al figlio della coppia.
L’uomo aveva negato qualsiasi coinvolgimento, ma durante gli interrogatori avrebbe fornito versioni dei fatti ritenute contraddittorie dagli investigatori. Da quel momento era stato iscritto nel registro degli indagati.
La Squadra Mobile, coordinata dalla Procura di Torino, ha quindi avviato una lunga attività investigativa fatta di testimonianze, analisi dei tabulati telefonici, acquisizione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza e accertamenti tecnici.
“Non accettava la fine della relazione”
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il movente sarebbe legato alla separazione.
L’uomo, infatti, non avrebbe mai accettato la decisione della donna di interrompere la relazione e diversi testimoni hanno riferito che avrebbe continuato a controllarla anche dopo la fine del rapporto.
Gli elementi raccolti hanno portato questa mattina al fermo del 45enne Daniele Trandafir, che ora dovrà rispondere delle accuse di femminicidio, occultamento di cadavere e maltrattamenti aggravati.
Le indagini della Procura di Torino proseguono per definire tutti i dettagli dell’omicidio e ricostruire con precisione le ultime ore di vita della vittima.

