Il video della torta finisce al centro dell’inchiesta
Una cena, una torta con l’immagine del sindaco di Catania Enrico Trantino e un video destinato a finire sui social. È da quella serata del 25 settembre 2025, secondo la ricostruzione dell’accusa, che nasce il procedimento nei confronti di Andrea Diprè, Edoardo Guarnera ed Ettore Bottino.
I tre dovranno rispondere davanti al Tribunale di Catania dell’accusa di diffamazione aggravata, in relazione a condotte che, secondo la Procura, avrebbero offeso l’onore e il decoro del primo cittadino nell’esercizio delle sue funzioni pubbliche.
L’udienza è fissata per il 28 gennaio 2027.
Il gesto con il coltello davanti alla foto di Trantino
Secondo l’impostazione accusatoria, durante una cena al locale Officina del Gusto di Catania, Guarnera avrebbe ripreso Diprè e Bottino mentre mimavano con un coltello un gesto rivolto all’immagine di Trantino comparsa sulla torta.
La scena sarebbe stata inoltre accompagnata da frasi ritenute offensive nei confronti del sindaco. Il filmato, completo di audio, sarebbe stato successivamente pubblicato sui profili social di Diprè e Guarnera, diventando così accessibile a un pubblico molto più ampio rispetto ai partecipanti alla cena.
È proprio la successiva diffusione del video a rappresentare uno degli elementi contestati nell’ambito del procedimento.
La versione di Andrea Diprè: “Pensavo ci fossi io sulla torta”
Diprè offre però una ricostruzione completamente diversa della serata e respinge l’interpretazione attribuita al suo gesto.
«Io mi sono ritrovato ospite di una festa a Catania e quando è arrivato il momento del dolce, ho visto entrare in sala questa torta con l’immagine di una figura con la cravatta rossa, ed ero convinto di esserci io su quella torta», racconta Diprè, sostenendo di non aver riconosciuto nell’immagine il sindaco di Catania, che afferma di non conoscere.
Secondo la sua versione, il coltello gli sarebbe stato consegnato durante la scena e il gesto sarebbe stato una sorta di provocazione artistica, senza alcuna intenzione di minacciare Trantino.
«Mi hanno passato un coltello e io, con un gesto alla Dorian Gray, quello del romanzo di Wilde, l’ho accoltellato come se accoltellassi me stesso», sostiene.
Diprè contesta inoltre che vi siano prove di sue dichiarazioni offensive nei confronti del sindaco: «Non c’è alcuna prova che io abbia espresso pareri spiacevoli sul sindaco di Catania che, ripeto, non lo conoscevo».
L’accusa contesta anche la recidiva
Nel procedimento a carico di Diprè compare anche la contestazione della recidiva reiterata infraquinquennale. Si tratta di un elemento che, secondo l’accusa, riguarda la reiterazione di condotte penalmente rilevanti entro il periodo previsto dalla legge rispetto a precedenti condanne.
Un aspetto che dovrà essere valutato nell’ambito del procedimento e che si aggiunge all’accusa di diffamazione aggravata.
Diprè: “È clamoroso come questa faccenda sia andata avanti”
L’ex avvocato, oggi noto soprattutto per la sua attività di critico d’arte e youtuber, insiste sulla propria estraneità rispetto all’interpretazione attribuita alla scena.
«Mi sento di specificare che non si trattava di una festa per ragazzini, era piena di medici, farmacisti e professionisti, quindi nessuno aveva interesse a offendere nessuno, tanto meno io», afferma.
Diprè ammette che durante la serata i toni possano essersi accesi sul piano politico, ma respinge l’idea che il gesto potesse essere interpretato come un’intenzione di fare del male al sindaco.
«Da qui a dire che io volessi far del male a Trantino… senza contare che io ero convinto che sulla torta ci fosse la mia immagine. È clamoroso come questa faccenda sia andata avanti», conclude.
Sarà ora il procedimento davanti alla magistratura a stabilire la rilevanza penale dei fatti contestati. Diprè, Guarnera e Bottino sono da considerarsi non colpevoli fino a un’eventuale sentenza definitiva, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza.

