Aveva provato a seminare la polizia a bordo di un monopattino elettrico, imboccando strade strette e vicoli per far perdere le proprie tracce. Ma nella fuga ha commesso un errore che si è rivelato decisivo: ha lasciato indietro uno dei suoi due cani. E proprio il Labrador, incapace di tenere il passo, ha finito per condurre gli agenti direttamente al suo nascondiglio.
È la singolare vicenda che ha avuto per protagonista Charles Foy, 41 anni, residente a Runcorn, nel Cheshire, nel Regno Unito. L’uomo è stato poi condannato a tre mesi di carcere e ha perso la patente per quattro anni e tre mesi.
La fuga dopo l’alt della polizia
Tutto è cominciato nel febbraio scorso, quando un agente in servizio ha notato Foy mentre percorreva una strada pubblica a bordo di un monopattino elettrico, accompagnato da due cani.
Il mezzo, secondo quanto ricostruito in tribunale, non poteva essere utilizzato legalmente su una strada pubblica. L’agente avrebbe inoltre percepito un forte odore riconducibile alla cannabis e ha quindi intimato al 41enne di fermarsi.
Foy, però, avrebbe ignorato l’alt e accelerato nel tentativo di sfuggire alla pattuglia. La fuga si è sviluppata attraverso strade senza uscita e passaggi molto stretti, mentre i due animali continuavano a correre accanto al monopattino.
A un certo punto, però, uno dei cani non è più riuscito a seguirlo.
Il Labrador diventa la “guida” per gli agenti
Il Labrador rimasto indietro ha attirato l’attenzione dell’agente, che ha deciso di scendere dalla vettura e seguirlo. L’animale, agitato e apparentemente disorientato dopo aver perso il proprio padrone, ha iniziato a dirigersi verso un’abitazione.
La pista portava a Beaconsfield Road, proprio nella zona in cui Foy risiedeva.
Gli agenti hanno raggiunto l’indirizzo e hanno notato anche l’altro cane, quello che aveva continuato la fuga insieme al 41enne, affacciarsi a una finestra del piano terra.
A quel punto sono iniziati i tentativi di entrare nell’abitazione e verificare chi fosse presente. Dopo aver ottenuto l’accesso, gli agenti hanno effettuato una perquisizione.
La svolta è arrivata poco dopo, quando hanno individuato una botola del sottotetto aperta.
Foy era lì, nascosto sotto alcuni pannelli di materiale isolante.
Il nascondiglio e le spiegazioni dell’uomo
Una volta scoperto, il 41enne avrebbe cercato di giustificare la propria presenza in soffitta sostenendo di dormire lì a causa del sovraffollamento dell’appartamento.
Avrebbe inoltre negato inizialmente di essere uscito quella notte con il monopattino elettrico. Le ricostruzioni emerse durante il procedimento giudiziario hanno però portato alla sua condanna per diversi reati.
Foy è stato riconosciuto colpevole di non essersi fermato all’alt della polizia, di aver guidato con la patente sospesa, di aver utilizzato un veicolo a motore senza assicurazione e di essersi rifiutato di sottoporsi a un test antidroga.
Il processo, celebrato nel marzo 2026, aveva già stabilito la sua responsabilità. La sentenza è arrivata il 7 agosto davanti al tribunale di Warrington.
Tre mesi di carcere e patente sospesa per oltre quattro anni
Oltre alla pena detentiva, il tribunale ha disposto il ritiro della patente per quattro anni e tre mesi.
L’agente Mike Smith, del servizio di pronto intervento di Runcorn, ha sottolineato proprio il ruolo giocato dall’animale nella cattura dell’uomo. Il poliziotto ha osservato che, mentre Foy aveva abbandonato il cane durante la fuga, il Labrador si era rivelato decisivo per gli investigatori, conducendoli fino all’abitazione.
La polizia ha inoltre richiamato l’attenzione sui rischi legati all’utilizzo illegale dei monopattini elettrici sulle strade pubbliche. In determinate circostanze, questi mezzi possono essere considerati veicoli a motore, con conseguenti obblighi in materia di patente, assicurazione e altri requisiti.
Quella fuga, dunque, si è conclusa nel modo più imprevedibile possibile: Foy aveva cercato di far perdere le proprie tracce alla polizia, ma il cane che non era riuscito a seguirlo ha involontariamente indicato agli agenti proprio la strada da percorrere.
L’uomo aveva tentato di seminare gli agenti dopo essere stato fermato
Aveva provato a seminare la polizia a bordo di un monopattino elettrico, imboccando strade strette e vicoli per far perdere le proprie tracce. Ma nella fuga ha commesso un errore che si è rivelato decisivo: ha lasciato indietro uno dei suoi due cani. E proprio il Labrador, incapace di tenere il passo, ha finito per condurre gli agenti direttamente al suo nascondiglio.
È la singolare vicenda che ha avuto per protagonista Charles Foy, 41 anni, residente a Runcorn, nel Cheshire, nel Regno Unito. L’uomo è stato poi condannato a tre mesi di carcere e ha perso la patente per quattro anni e tre mesi.
La fuga dopo l’alt della polizia
Tutto è cominciato nel febbraio scorso, quando un agente in servizio ha notato Foy mentre percorreva una strada pubblica a bordo di un monopattino elettrico, accompagnato da due cani.
Il mezzo, secondo quanto ricostruito in tribunale, non poteva essere utilizzato legalmente su una strada pubblica. L’agente avrebbe inoltre percepito un forte odore riconducibile alla cannabis e ha quindi intimato al 41enne di fermarsi.
Foy, però, avrebbe ignorato l’alt e accelerato nel tentativo di sfuggire alla pattuglia. La fuga si è sviluppata attraverso strade senza uscita e passaggi molto stretti, mentre i due animali continuavano a correre accanto al monopattino.
A un certo punto, però, uno dei cani non è più riuscito a seguirlo.
Il Labrador diventa la “guida” per gli agenti
Il Labrador rimasto indietro ha attirato l’attenzione dell’agente, che ha deciso di scendere dalla vettura e seguirlo. L’animale, agitato e apparentemente disorientato dopo aver perso il proprio padrone, ha iniziato a dirigersi verso un’abitazione.
La pista portava a Beaconsfield Road, proprio nella zona in cui Foy risiedeva.
Gli agenti hanno raggiunto l’indirizzo e hanno notato anche l’altro cane, quello che aveva continuato la fuga insieme al 41enne, affacciarsi a una finestra del piano terra.
A quel punto sono iniziati i tentativi di entrare nell’abitazione e verificare chi fosse presente. Dopo aver ottenuto l’accesso, gli agenti hanno effettuato una perquisizione.
La svolta è arrivata poco dopo, quando hanno individuato una botola del sottotetto aperta.
Foy era lì, nascosto sotto alcuni pannelli di materiale isolante.
Il nascondiglio e le spiegazioni dell’uomo
Una volta scoperto, il 41enne avrebbe cercato di giustificare la propria presenza in soffitta sostenendo di dormire lì a causa del sovraffollamento dell’appartamento.
Avrebbe inoltre negato inizialmente di essere uscito quella notte con il monopattino elettrico. Le ricostruzioni emerse durante il procedimento giudiziario hanno però portato alla sua condanna per diversi reati.
Foy è stato riconosciuto colpevole di non essersi fermato all’alt della polizia, di aver guidato con la patente sospesa, di aver utilizzato un veicolo a motore senza assicurazione e di essersi rifiutato di sottoporsi a un test antidroga.
Il processo, celebrato nel marzo 2026, aveva già stabilito la sua responsabilità. La sentenza è arrivata il 7 agosto davanti al tribunale di Warrington.
Tre mesi di carcere e patente sospesa per oltre quattro anni
Oltre alla pena detentiva, il tribunale ha disposto il ritiro della patente per quattro anni e tre mesi.
L’agente Mike Smith, del servizio di pronto intervento di Runcorn, ha sottolineato proprio il ruolo giocato dall’animale nella cattura dell’uomo. Il poliziotto ha osservato che, mentre Foy aveva abbandonato il cane durante la fuga, il Labrador si era rivelato decisivo per gli investigatori, conducendoli fino all’abitazione.
La polizia ha inoltre richiamato l’attenzione sui rischi legati all’utilizzo illegale dei monopattini elettrici sulle strade pubbliche. In determinate circostanze, questi mezzi possono essere considerati veicoli a motore, con conseguenti obblighi in materia di patente, assicurazione e altri requisiti.
Quella fuga, dunque, si è conclusa nel modo più imprevedibile possibile: Foy aveva cercato di far perdere le proprie tracce alla polizia, ma il cane che non era riuscito a seguirlo ha involontariamente indicato agli agenti proprio la strada da percorrere.

