Il 36enne, che viveva in strada dopo aver lavorato come cameriere, è morto in ospedale dopo il pestaggio
Un uomo a terra, colpito ripetutamente alla testa e al corpo. Poi altri calci, mentre intorno alcune persone assistono alla scena. Sono immagini choc quelle dell’aggressione che ha preceduto la morte di Guido, il clochard algerino deceduto venerdì 21 agosto all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta.
Il video del pestaggio, diffuso nelle ultime ore sui social, restituisce la drammaticità di quei momenti e riporta sotto i riflettori una vicenda che aveva già profondamente colpito la città. Per l’aggressione è stato arrestato dalla Guardia di Finanza un uomo di origine ucraina, accusato della morte del 36enne.
Il pestaggio ripreso in piazza Sant’Anna
Nel filmato Guido appare inizialmente vicino a una panchina mentre parla con un altro uomo. La situazione sembra tranquilla, poi improvvisamente la discussione degenera.
L’aggressore colpisce il 36enne con diversi pugni alla testa, facendolo cadere sull’asfalto. Una volta a terra, la violenza prosegue: dalle immagini si vedono calci indirizzati al corpo e alla testa dell’uomo.
L’aggressore avrebbe quindi rialzato Guido prima di colpirlo nuovamente con un violento pugno al volto.
Una sequenza che ha provocato indignazione anche per la presenza di altre persone nella piazza. Il video, infatti, mostra una scena consumata in un luogo pubblico e non in un contesto isolato.
Guido è morto dopo giorni di agonia
Dopo il pestaggio, Guido era stato soccorso e trasportato all’ospedale. Le conseguenze delle percosse si sono rivelate però fatali e il 36enne è morto venerdì 21 agosto.
La sua morte ha aperto un procedimento per fare piena luce sull’aggressione e sulle responsabilità dell’uomo arrestato.
Guido era conosciuto da alcune realtà che si occupano di persone in condizioni di marginalità. Aveva lavorato come cameriere, ma negli ultimi anni aveva attraversato un periodo difficile, arrivando a vivere in strada.
Frequentava la mensa della chiesa di Nostra Signora di Lourdes e, secondo quanto riferito da chi lo conosceva, recentemente era anche riuscito a trovare un tetto.
Una vita segnata dalle difficoltà che si è conclusa nel modo più drammatico, nel cuore di Caserta.
«Immagini sconvolgenti», l’indignazione per chi non è intervenuto
A rilanciare il video è stato anche il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli, che ha definito le immagini «sconvolgenti».
«Non c’è nulla di umano in una violenza simile», ha commentato, sottolineando anche il comportamento delle persone presenti durante l’aggressione.
Secondo Borrelli, Guido sarebbe stato «massacrato mentre era a terra, sotto gli occhi di altre persone che, stando a quanto emerge, non sono intervenute per fermare quella furia».
Il parlamentare ha collegato la tragedia anche alla necessità di rafforzare i servizi sociali e le reti di assistenza destinate alle persone fragili, soprattutto a chi vive in strada e rischia di rimanere completamente solo.
«Morire ammazzati di botte nell’indifferenza»
Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato casertano del Movimento 5 Stelle Agostino Santillo, che ha puntato l’attenzione proprio sul comportamento dei presenti.
«Morire ammazzati di botte al centro di Caserta, nell’indifferenza di chi guarda senza muovere un dito, è un orrore», ha dichiarato, definendo l’aggressione un atto di «intollerabile disumanità».
Santillo ha parlato di una violenza che deve scuotere le coscienze e ha chiesto che chi ha massacrato Guido «paghi la sua responsabilità».
Sicurezza e marginalità, il dibattito politico
La morte di Guido ha riaperto anche il confronto sulle condizioni di sicurezza e sul degrado urbano.
Il deputato della Lega Gianpiero Zinzi ha definito quanto accaduto «un orrore che non può lasciare indifferenti», ricordando il percorso difficile della vittima.
Secondo Zinzi, oltre alla necessità di assicurare alla giustizia il responsabile dell’aggressione, servono interventi concreti sul territorio: videosorveglianza, maggiori controlli e strumenti adeguati per le forze dell’ordine, insieme a politiche sociali in grado di intercettare le situazioni di fragilità.
«Sicurezza e solidarietà non sono alternative», ha sostenuto il parlamentare, indicando entrambe come necessarie.
Intanto, mentre le immagini del pestaggio continuano a circolare, resta il dolore per la morte di Guido e una domanda destinata a pesare sulla coscienza della città: quanto avrebbe potuto cambiare quella tragedia se qualcuno fosse intervenuto?

