Desiree e Noemi morte nell'incidente sulla PontebbanaDesiree e Noemi morte nell'incidente sulla Pontebbana

Il dramma sulla Pontebbana

È diventato ancora più drammatico il bilancio dell’incidente avvenuto domenica 23 agosto lungo la statale Pontebbana, tra Basiliano e Orgnano. Dopo la morte della sorella maggiore Noemi, 11 anni, avvenuta durante il trasporto in ospedale, non ce l’ha fatta nemmeno Desiree Schiavo, la sorellina di 4 anni che era rimasta gravemente ferita nello stesso schianto.

Una tragedia che ha colpito profondamente la famiglia e l’intera comunità di Udine, città scelta dai genitori per vivere e crescere le loro figlie. A esprimere il dolore della città è stato il sindaco Alberto Felice De Toni, che ha annunciato il lutto cittadino nei prossimi giorni.

«La morte di Desiree Schiavo, pochi giorni dopo la scomparsa della sorella Noemi in seguito al terribile incidente sulla statale Pontebbana, è una notizia che ci lascia umanamente sgomenti di fronte a questa tragedia», ha scritto il primo cittadino, sottolineando come le parole non possano alleviare una sofferenza così profonda.

Il viaggio di ritorno dal mare finito contro un platano

L’incidente si era verificato nel primo pomeriggio di domenica 23 agosto. La Ford sulla quale viaggiavano il padre, 45 anni, e le due figlie stava rientrando verso casa dopo una breve gita al mare.

La madre non aveva preso parte alla giornata perché impegnata per lavoro in ospedale a Udine.

Per motivi ancora al centro degli accertamenti, l’automobile era uscita dalla propria traiettoria ed era finita violentemente contro un platano. Un impatto devastante, che aveva provocato conseguenze gravissime per le due sorelle.

Sul posto erano intervenuti in pochi minuti l’elisoccorso, l’automedica, due ambulanze e i vigili del fuoco. I soccorritori si erano trovati davanti a una situazione estremamente delicata e avevano avviato immediatamente le operazioni di soccorso.

Noemi non era arrivata viva in ospedale

Le condizioni delle due sorelle erano apparse subito disperate.

La maggiore, Noemi, 11 anni, era stata trasportata d’urgenza verso l’ospedale, ma è deceduta durante il trasferimento, nonostante i tentativi dei soccorritori di salvarle la vita.

Per la piccola Desiree, invece, la situazione era stata inizialmente altrettanto drammatica. La bambina era stata colpita da un arresto cardiaco traumatico dopo l’impatto. I sanitari erano riusciti a rianimarla e a stabilizzarla abbastanza da consentirne il trasferimento in ospedale.

Da quel momento era iniziata una corsa contro il tempo. I medici hanno continuato a curarla nella speranza di poter salvare quella vita così giovane. Purtroppo, a distanza di alcuni giorni dall’incidente, è arrivata la notizia che la famiglia e la comunità non avrebbero mai voluto ricevere.

Anche Desiree è morta.

Il padre era rimasto ferito

Il padre delle due bambine, che era alla guida della Ford, aveva riportato ferite giudicate non gravi. Dopo il ricovero è stato successivamente dimesso.

Agli investigatori avrebbe raccontato di essere stato colpito da un malore mentre era alla guida. È uno degli elementi che dovranno essere approfonditi nell’ambito dell’inchiesta avviata per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.

I carabinieri hanno effettuato i rilievi sul luogo dello schianto e hanno verificato anche le condizioni di sicurezza delle due minori: entrambe, secondo quanto emerso dagli accertamenti, erano regolarmente assicurate ai rispettivi seggiolini.

Gli esami sul tasso alcolemico del conducente hanno inoltre dato esito negativo.

Lo smartphone sequestrato per gli accertamenti

Tra gli elementi acquisiti dagli investigatori c’è anche lo smartphone del padre, che è stato sequestrato.

L’obiettivo è verificare se il dispositivo sia stato utilizzato negli istanti immediatamente precedenti all’impatto e se possa fornire informazioni utili per ricostruire cosa sia accaduto prima che la vettura finisse contro il platano.

Il conducente risulta indagato per omicidio stradale. Un’iscrizione che, nell’ambito di un’inchiesta di questo tipo, consente agli accertamenti di procedere anche a tutela delle diverse parti coinvolte e non equivale di per sé a una responsabilità accertata.

La Procura ha inoltre disposto l’autopsia sulla salma di Noemi, mentre gli accertamenti proseguono anche alla luce della successiva morte della sorellina.

La scelta della famiglia per la donazione degli organi

Nel dolore immenso per la perdita di entrambe le figlie, i genitori di Desiree hanno compiuto una scelta di grande significato: gli organi della bambina saranno donati.

La decisione è stata presa dopo la richiesta arrivata dalle autorità sanitarie. Le équipe mediche dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine sono state incaricate di procedere con il prelievo degli organi.

Per Noemi, invece, non era stato possibile procedere alla donazione perché la bambina era morta durante il trasporto verso l’ospedale.

Una scelta che, nel mezzo di una tragedia familiare senza precedenti, potrà permettere ad altre persone di ricevere una possibilità di vita. Un gesto che rende ancora più doloroso e, allo stesso tempo, profondamente significativo il ricordo delle due sorelle.

Udine si stringe alla famiglia

La notizia della morte di Desiree ha provocato una nuova ondata di dolore a Udine. La città aveva già seguito con apprensione le notizie sulle condizioni delle due sorelle dopo l’incidente e ora si trova a piangere entrambe.

Il sindaco Alberto Felice De Toni ha espresso pubblicamente la vicinanza dell’amministrazione alla famiglia, ricordando il legame con la città che i genitori avevano scelto come luogo in cui vivere e crescere le proprie figlie.

«Come padre e come rappresentante dell’intera comunità udinese», ha scritto il sindaco, il suo pensiero va ai genitori delle due bambine, ai quali ha espresso vicinanza «con rispetto e commozione».

Nei prossimi giorni sarà quindi proclamato il lutto cittadino, come segno della partecipazione dell’intera comunità a una tragedia che ha spezzato due giovanissime vite.

Un’intera famiglia travolta in pochi giorni

Restano ora gli interrogativi sulla dinamica dell’incidente e sulle circostanze che hanno portato la Ford a schiantarsi contro il platano. Gli accertamenti dei carabinieri dovranno chiarire ogni elemento, compreso il racconto del conducente relativo al possibile malore e l’eventuale utilizzo dello smartphone prima dell’urto.

Ma sul piano umano, per la famiglia Schiavo, la tragedia ha ormai assunto proporzioni impossibili da descrivere.

Prima la morte di Noemi, 11 anni, poi quella di Desiree, appena 4 anni. Due sorelle che viaggiavano insieme al padre e che stavano tornando da una giornata al mare, trasformata improvvisamente in una tragedia.

Ora Udine si prepara a stringersi intorno ai genitori e ai familiari. Il lutto cittadino annunciato dall’amministrazione sarà il segno pubblico di una comunità che vuole condividere, con rispetto e senza clamore, il dolore per la perdita delle due bambine.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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