Maria SpinelliMaria Spinelli

La famiglia del 43enne parla per la prima volta: «Il pensiero va alle vittime». A Città Sant’Angelo l’ultimo saluto alla 22enne abruzzese

«Chiediamo scusa per nostro figlio». Sono le parole con cui il padre del 43enne ritenuto responsabile della sparatoria di Aarau, in Svizzera, ha deciso di parlare per la prima volta dopo la tragedia costata la vita a Maria Spinelli, 22enne originaria di Atri e residente a Città Sant’Angelo.

L’uomo ha parlato in un’intervista esclusiva al Le Quotidien Jurassien, raccontando lo sgomento della famiglia e fornendo nuovi elementi sul figlio. «Il pensiero va soprattutto alle vittime, alla giovane donna deceduta, alla sua famiglia e ai feriti. È terribile», ha detto.

Mentre in Svizzera proseguono gli accertamenti sulla sparatoria, in Abruzzo si prepara invece l’ultimo saluto a Maria: la camera ardente è stata aperta oggi a Città Sant’Angelo e i funerali si terranno domani, domenica 6 settembre.

«Non sapevamo dove fosse»: l’ultima volta visto prima della partenza

Il padre racconta di aver visto il figlio il venerdì precedente alla sparatoria, poco prima che partisse con il suo furgone per un viaggio.

«Dovevamo ritrovarci in Italia all’inizio della settimana. Ci aveva scritto che era arrivato, ma non sapevamo dove fosse», ha raccontato.

La famiglia sarebbe venuta a conoscenza della gravità della situazione nella notte tra il 30 e il 31 agosto, quando la polizia si è presentata a casa e ha effettuato una perquisizione nella stanza del figlio.

Solo successivamente, secondo il racconto del padre, i genitori avrebbero compreso che quell’intervento era collegato alla sparatoria avvenuta ad Aarau.

Il padre: «Soffriva da anni di gravi disturbi psichici»

Nel corso dell’intervista, l’uomo ha parlato anche delle condizioni del figlio, spiegando che soffriva da tempo di gravi problemi psichici.

Secondo il racconto, era stato ricoverato in una struttura psichiatrica a Delémont e percepiva una pensione di invalidità al 100%.

Con il passare degli anni, il 43enne si sarebbe progressivamente isolato, riducendo i rapporti con gli altri e rifiutando di parlare della propria vita.

«Eravamo praticamente le uniche persone che frequentava ancora», ha raccontato il padre riferendosi a sé e alla moglie.

La famiglia, secondo quanto riferito, avrebbe cercato più volte di convincerlo a riprendere le cure. La terapia farmacologica sarebbe stata progressivamente ridotta e, sempre secondo il padre, il figlio non assumeva più farmaci da tempo.

Si tratta del racconto della famiglia e saranno gli accertamenti giudiziari a chiarire tutti gli aspetti della vicenda.

Il mistero delle armi: «Mi chiedo come sia possibile»

Tra gli elementi che il padre dice di non aver compreso c’è anche la quantità di armi che il figlio avrebbe avuto a disposizione.

I genitori, racconta, erano a conoscenza del suo interesse per le armi, ma non immaginavano che possedesse un arsenale di quelle dimensioni.

L’uomo contesta inoltre una circostanza che sarebbe stata riferita dalle autorità: il figlio, sostiene, non avrebbe mai prestato servizio militare e quindi non avrebbe mai potuto riconsegnare un’arma d’ordinanza.

Il padre pone quindi una domanda destinata ad alimentare ulteriori interrogativi sull’accesso alle armi: «Percepiva una pensione di invalidità al 100% e, ciononostante, a quanto pare, poteva possedere tutte quelle armi. Mi chiedo davvero come sia possibile».

Anche questo aspetto dovrà essere chiarito dalle indagini.

Maria Spinelli, oggi la camera ardente a Città Sant’Angelo

Mentre dalla Svizzera arrivano le parole del padre del 43enne, a Città Sant’Angelo è iniziato il momento dell’ultimo saluto a Maria Spinelli.

La salma della 22enne è arrivata nella tarda serata di ieri ed è stata trasferita nella casa funeraria De Bonis, in viale Gabriele D’Annunzio 93, dove la camera ardente è stata aperta oggi alle 14.

Parenti, amici e cittadini possono raccogliersi attorno alla giovane, morta nella notte tra il 30 e il 31 agosto durante la sparatoria avvenuta ad Aarau, in Svizzera, nel corso di un rave party.

Maria, che aveva vissuto ad Atri e risiedeva a Città Sant’Angelo, si era trasferita in Svizzera circa sei mesi fa per lavorare e costruirsi una nuova vita.

Domani i funerali nella Collegiata di San Michele Arcangelo

I funerali di Maria Spinelli si terranno domani, domenica 6 settembre, alle 15, nella Collegiata di San Michele Arcangelo di Città Sant’Angelo.

La salma era partita ieri dalla Svizzera. A seguire il feretro, su un secondo mezzo messo a disposizione dal Consolato italiano a Basilea, c’era la madre della 22enne insieme agli altri due figli.

Per consentire lo svolgimento delle esequie sono previste anche modifiche alla viabilità cittadina.

Due famiglie travolte dalla stessa tragedia

Da una parte la famiglia di Maria Spinelli, che si prepara a darle l’ultimo addio. Dall’altra quella del 43enne accusato della sparatoria, che attraverso la voce del padre tenta di raccontare cosa aveva visto negli anni e, soprattutto, di rivolgere un messaggio alle vittime.

«Il pensiero va soprattutto alle vittime», ha ribadito l’uomo. «È terribile».

A Città Sant’Angelo, intanto, il dolore per Maria cresce con l’avvicinarsi dei funerali. La sua storia si è interrotta improvvisamente a soli 22 anni, dopo appena pochi mesi dal trasferimento in Svizzera.

Domani sarà il giorno dell’ultimo saluto. Oggi, nella camera ardente, familiari, amici e comunità possono stringersi attorno alla sua famiglia.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *