Cristina Stillitano è stata operata dopo essere stata colpita al braccio
«Per me quest’uomo è una bomba nel quartiere». È la frase con cui Cristina Stillitano, la giornalista e scrittrice ferita dal cosiddetto cecchino di Prati, racconta la paura che non è finita con l’identificazione dell’uomo che ha sparato.
La 49enne è ancora ricoverata in ospedale dopo essere stata colpita al braccio sinistro da un pallino esploso con una carabina ad aria compressa. La svolta era arrivata mercoledì sera, quando Edoardo Ciardiello Crescimanno, 50 anni, si era presentato alla caserma dei carabinieri di Roma San Pietro confessando di essere l’autore degli spari.
Ma l’uomo è stato denunciato a piede libero. Ed è proprio questo aspetto ad aver trasformato il sollievo iniziale della vittima in nuovo sconcerto.
«Pensavo fosse finita, poi ho saputo che era libero»
Intervenuta telefonicamente alla trasmissione Ore 14 condotta da Salvo Sottile su Rai 2, Stillitano ha raccontato di stare fisicamente meglio, ma di avere ancora problemi al braccio.
«Mi sento meglio anche se il braccio mi fa male, ho due dita intorpidite, non riesco a muoverlo bene», ha spiegato.
La giornalista ha poi raccontato cosa ha provato quando ha saputo che il responsabile era stato individuato.
In un primo momento, sollievo.
«Ieri sera ho provato inizialmente sollievo perché questa persona era stata individuata e anche con grande velocità dai carabinieri».
Poi, però, è arrivata la notizia della denuncia a piede libero.
«Ho provato un grande sconcerto quando ho saputo che era a piede libero, libero di girare e potenzialmente sparare».
È questo il dettaglio che, a distanza di poche ore dalla svolta investigativa, tiene ancora alta la tensione nel quartiere.
«Potrebbe farlo sempre, ho paura di incontrarlo»
Secondo quanto riferito dalla stessa vittima, la paura nasce anche dalle dichiarazioni attribuite all’uomo dopo la sua confessione.
«Uno che, come dichiarato, ha sparato per divertimento potrebbe farlo sempre», ha detto Stillitano.
La donna ha spiegato di avere paura di tornare a passare nella zona e persino di poterlo incontrare.
«Ho paura a passare, a incontrarlo, che possa agire nei miei confronti o della mia famiglia dato che siamo ora esposti».
Da qui la frase destinata a riassumere il suo stato d’animo: «Secondo me è una bomba nel quartiere».
Il marito: «Mia moglie è terrorizzata perché quel cecchino gira libero»
A raccogliere lo sfogo è stato anche Valerio Cutonilli, marito della giornalista.
«Mia moglie, reduce dalla operazione di ieri, è terrorizzata perché quel cecchino gira libero», ha dichiarato.
Cutonilli ha descritto la moglie come «particolarmente provata» e ha raccontato il clima di paura che la famiglia sta vivendo dopo l’agguato.
In un post pubblicato sui social, dove nelle ultime ore si sono moltiplicati i messaggi di solidarietà e gli auguri di pronta guarigione, l’uomo ha ringraziato tutti per la vicinanza dimostrata alla moglie e ha parlato del «sentimento di terrore» che la sta assalendo.
«Da lunedì scorso viviamo una situazione molto difficile da spiegare», ha scritto.
Il marito ha poi lanciato un appello affinché non cali l’attenzione sulla vicenda, richiamando quella che considera una situazione di pubblico pericolo nella zona di Prati e potenzialmente anche altrove.
La confessione: «L’ho fatto per gioco»
Il 50enne, che vive in un appartamento al quarto piano di un palazzo di via della Giuliana, è stato interrogato dopo essersi costituito.
Secondo quanto riferito, avrebbe ammesso di avere sparato con la carabina ad aria compressa acquistata all’inizio di settembre.
«L’ho fatto per gioco — ha dichiarato — non volevo fare male a nessuno».
Il racconto fornito agli investigatori riguarda diversi episodi. L’uomo avrebbe riferito di avere sparato almeno dieci volte, prendendo di mira non soltanto donne.
«Mai anziani e bambini», avrebbe aggiunto.
Dopo avere colpito Stillitano, però, avrebbe deciso di fermarsi.
«Mi sono fermato quando ho ferito quella donna. Ho capito di aver sbagliato. Sono anche sceso per soccorrerla, ma poi sono andato via».
Prima di Cristina era stata colpita un’altra donna
Gli accertamenti hanno riportato alla luce anche un episodio precedente.
Tre sere prima di ferire Stillitano, il 50enne avrebbe preso di mira un’altra donna, Angela Perrone, commercialista, colpita a un polpaccio.
Anche in quel caso lo sparo sarebbe arrivato nella stessa zona, di fronte al ristorante «Classico».
Nei giorni precedenti erano stati segnalati altri episodi, con alcune donne sfiorate dai pallini.
Ora l’uomo è stato individuato e denunciato per lesioni aggravate, ma per Cristina Stillitano l’incubo non è finito.
«Che succederà adesso?», si è chiesta dall’ospedale.
E subito dopo ha ammesso ciò che, nonostante la svolta nelle indagini, resta il sentimento più forte: «Ora ho paura».

