L’uomo si è presentato dai carabinieri con il suo avvocato ed è stato interrogato dal pm
Non sarebbe stato un episodio isolato. A Roma, nel quartiere Prati, prende forma l’ipotesi di una serie di colpi sparati con un’arma ad aria compressa contro persone che si trovavano in strada, con almeno quattro episodi finiti all’attenzione delle forze dell’ordine.
La svolta nelle indagini sul ferimento di Cristina Stillitano, la scrittrice raggiunta da un piombino al braccio lunedì sera in via della Giuliana, a poca distanza dal Vaticano, è arrivata nelle ultime ore: il presunto responsabile è stato individuato e si è presentato spontaneamente nella caserma dei carabinieri di San Pietro, accompagnato dal proprio avvocato.
L’uomo è stato quindi sottoposto a interrogatorio dal pubblico ministero della Procura di Roma che coordina l’indagine.
L’armeria e la carabina acquistata a settembre
Gli investigatori sarebbero arrivati a lui attraverso un elemento preciso: i registri di un’armeria.
Secondo quanto emerso, il sospettato avrebbe acquistato una carabina all’inizio di settembre. In un primo momento non sarebbe stato reperibile, ma successivamente avrebbe deciso di presentarsi spontaneamente per farsi identificare.
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per lesioni dopo il ferimento di Stillitano.
Nel frattempo, le condizioni della scrittrice sono in miglioramento. La donna è stata operata dopo essere stata raggiunta dal piombino al braccio e sta bene.
Ma proprio mentre si cerca di ricostruire da dove sia partito il colpo che l’ha ferita, gli investigatori stanno mettendo insieme una serie di testimonianze che potrebbero allargare notevolmente il quadro.
Quattro episodi, sempre nello stesso tratto di via della Giuliana
Sono almeno quattro i casi ora all’attenzione delle forze dell’ordine. Episodi avvenuti nello stesso tratto di via della Giuliana, nel quartiere Prati, e caratterizzati da un elemento comune: le persone prese di mira erano soprattutto donne.
Una delle testimonianze è quella di Angela Perrone, commercialista che lavora proprio in via della Giuliana.
La donna ha raccontato ai carabinieri di aver avvertito «uno spostamento d’aria all’altezza della cinta». Subito dopo avrebbe sentito un dolore al polpaccio.
«Sono stata colpita di striscio», avrebbe riferito agli investigatori.
In un primo momento Perrone non aveva dato particolare peso all’accaduto. Aveva pensato a una bravata, magari opera di qualche ragazzino, anche perché non aveva riportato una ferita seria, ma soltanto un livido dietro la gamba.
Il ferimento di Cristina Stillitano, però, l’ha convinta a presentarsi dai carabinieri e raccontare quanto era successo.
Due turiste spagnole terrorizzate dopo il colpo
Nel frattempo è emersa anche un’altra testimonianza raccolta dai titolari di un ristorante della zona.
In questo caso le protagoniste sarebbero state due turiste spagnole. Le donne avrebbero sentito un colpo mentre si trovavano lungo la strada e, spaventate, avrebbero iniziato a urlare prima di allontanarsi rapidamente.
Un altro episodio riguarda invece un uomo, che avrebbe raccontato di aver sentito colpi di arma ad aria compressa terminare tra le foglie di un albero che si trovava poco distante da lui.
Elementi differenti, ma concentrati tutti nella stessa zona e compatibili con l’ipotesi che qualcuno abbia sparato ripetutamente dall’alto o comunque da una posizione distante.
Il Ris torna sul posto: ricostruzione 3D della scena
Intanto gli investigatori stanno cercando di stabilire con precisione da dove sia partito il piombino che ha colpito Stillitano.
La sezione balistica del Ris è tornata in mattinata in via della Giuliana e ha effettuato nuovi rilievi. L’obiettivo è realizzare una ricostruzione tridimensionale della scena e individuare la possibile traiettoria del proiettile.
L’ipotesi sulla quale si lavora è che il colpo sia partito dal palazzo situato sul lato opposto della strada rispetto al marciapiede sul quale si trovava la vittima.
Gli accertamenti tenderebbero invece a escludere una distanza molto ravvicinata, come quella di una persona che spara dalla strada oppure da un’auto in movimento.
Il piombino nel braccio di Stillitano compatibile con un’arma da lontano
Un altro elemento importante arriva dall’analisi del proiettile estratto dal braccio della scrittrice durante l’intervento chirurgico.
Il piombino sarebbe risultato di materiale metallico, una caratteristica ritenuta compatibile con un’arma in grado di colpire da una distanza significativa, come appunto una carabina.
Dopo i rilievi effettuati sul marciapiede dove è stata colpita Stillitano, i carabinieri hanno quindi concentrato l’attenzione anche sul palazzo dall’altra parte della strada.
Gli investigatori hanno setacciato l’edificio alla ricerca di elementi utili a ricostruire la posizione dalla quale potrebbero essere partiti i colpi.
La paura tra i residenti di Prati
Per tutta la mattinata numerosi residenti del quartiere Prati hanno seguito con attenzione le operazioni.
La presenza dei carabinieri e degli specialisti del Ris ha attirato la curiosità degli abitanti, ma dietro le persone affacciate a osservare il sopralluogo c’era anche una crescente inquietudine.
Perché se gli accertamenti dovessero confermare il collegamento tra i diversi episodi, il ferimento di Cristina Stillitano non sarebbe più soltanto un singolo colpo esploso per strada, ma l’ultimo episodio di una sequenza iniziata nei giorni precedenti.
E ora gli investigatori hanno individuato un uomo che potrebbe essere collegato alla vicenda e stanno cercando di stabilire se la carabina acquistata a inizio settembre sia l’arma utilizzata nei diversi episodi.

